Usciamo da Kilombo, rifondiamo la sinistra

Caro Antonio,
ho guardato a Kilombo con particolarmente interesse dal momento stesso della sua nascita. Ho dovuto poi constatare con amarezza come questo progetto che si presentava come "nuovo" fosse poi totalmente incapace, al momento di confrontarsi con la realtà, di trasformarsi in un aggregatore di idee e di pensiero che ristrutturasse nel profondo gli assi del discorso comune che si costruiva a sinistra. Il metablog di cui parliamo è diventato presto lo specchio dell'annichilimento della sinistra, del suo essere portatrice di un progetto di società, variopinto e multiforme, ma per sua stessa natura alternativo al pensiero unico che la destra rafforza e sedimenta nel mondo reale, giorno dopo giorno. Rispondo al tuo post dal mio blog per non rubare spazio con un commento che via via, mentre scrivevo, si faceva "troppo lungo". Rispondo volentieri, però, per lanciare un piccolo appello senza troppe pretese: proviamo a ripensare Kilombo, fuori dall'emendabilità della carta e dalle toppe che non riformano nulla. Usciamo dalla crisi senza parcellizzare l'analisi; la crisi non riguarda Kilombo, ma la sinistra stessa, nella sua accezione più larga e più vera, quella cioè che è trasversale e spesso esterna ai perimetri dei soggetti organizzati. Poniamo a critica la crisi del pensiero di sinistra in Italia, in Europa e nel mondo. E facciamolo dal web, dalla rete, dai nodi fisici, virtuali e cognitivi che in forma totalmente orizzontale vogliono contribuire a ricostruire un discorso comune che parli di un' idea di società che sia "altra" e capace di andare "oltre". Kilombo può essere ancora uno strumento, anche uno strumento di inter-relazione, se vogliamo. Ma usiamolo per riformare il campo reale a cui dovremmo guardare ed abbandoniamo l'osservazione intestina che ci immobilizza ancor di più regalandoci molte frustrazioni e poche soddisfazioni.

14 commenti su “Usciamo da Kilombo, rifondiamo la sinistra”

  1. Condivido in parte il tuo pensiero. L’idea di fare di kilombo qualcosa di concreto (kilombo.ass, ovvero l’associazione di kilombo, l’onlus di kilombo) è però già naufragata più di una volta.
    Il vero problema contingente è cacciare da kilombo chi non ha nulla a che fare con la sinistra e che oggi sta cercando in tutti i modi di spostare k sempre più verso il centro pd-zzandolo.
    Può essere visto come un gesto brutale ed antidemocratico, ma val la pena correre questo rischio.
    Purtroppo, qualsiasi iniziativa che presupponga di avere una relazione con la politica dei partiti è destinata a finire nel nulla esattamente come sta succedendo.
    Pulito kilombo da questi elementi, allora FORSE si potrà pensare di ripartire. Altrimenti, come ho già detto, meglio staccare la spina.

  2. Ma che rifondare la sinistra. Questo è un semplice problema di fascisti a bordo di kilombo.
    Ha ragione Jaco,prima di fare proposte di associazione o proposte di modifiche visto che la prima nascerebbe male con la presenza del carcinoma fascista e la seconda è precoce occorre fare pulizia.

    L’unica azione sostenibile OGGI è fare pulizia dai gerarchi di facebook e cacciarli a calci in culo.

    Poi costruire tutto quello che si vuole associazioni,emendare la carta ma la priorità è fuori i gerarchi anche quelli che oggi stanno zitti e sperano di essere dimenticati o passare inosservati ma che in passato ne hanno fatte e tante.

  3. Finalmente dopo circa due anni di discussioni inconcludenti circa una
    ristrutturazione organica di Kilombo, vedo giunto il momento di poter arrivare
    a delle conclusioni che spero preservino lo spirito originario di Kilombo quale
    luogo di confronto tra le sinistre, con l’obiettivo primario di unificare le
    sinistre x battere il nemico principale rappresentato da un’involuzione
    strisciante di tipo autoritario-populista qual’è il governo berlusconi. Basta
    con la ricerca spasmodica dei nemici a sinistra: cancro letale x lo sviluppo
    progressista in generale che ha già seminato terribili tragedie nella storia
    del movimento operaio. Tragedie che vanno dal Rinnegato Kauscky alla teoria del
    socialfascismo e passano dalla strage di Kronstad fino alle vittime delle
    brigate rosse. Oggi assistiamo purtroppo ad una riproposizione di una crudele
    contrapposizione all’interno dele forze di sinistra che non fa presagire niente
    di buono: già nel 1922 la marcia su Roma fu resa possibile anche x la violenta
    contrapposizione tra PSI ed il nascente PDC’I, vorrei scongiurare il ripetersi
    di una simile eventualità, sia pure nei termini agggiornati di una
    Repubblica di marca PIDUISTA.
    E’ mia intensione elaborare degli emendamenti
    alla Carta di Kilombo, aggiuntivi a quelli proposti dalla redazione, che spero
    potranno essere integrativi degli stessi, in caso contrario intendo proporli
    come alternativi ad essi e quindi alla valutazione del Collettivo in libere
    elezioni.
    Nelle mie valutazioni intendo proporre una ridefinizione organica di
    tutte le questioni aperte di Kilombo, dalla questione dell’ASSOCIAZIONE x il
    possesso del dominio, KilomboSlow, fino ai regolamenti redazionali da rendere
    pubblici e conseguente libertà d’espressione garantita a tutti i Kilombisti.
    A
    titolo esemplificativo segnalo 2 miei post del giugno 2007:
    http:
    //brigantepartigiano.splinder.com/post/14559818#comment
    http:
    //brigantepartigiano.splinder.com/post/14559732#comment
    Intanto faccio
    pervenire le integrazioni proposte ai primi 3 articoli.
    la Carta di Kilombo

    Principi e finalità

    Art. 1

    Kilombo e un’aggregazione democratica di
    webloggers, fondata sulla partecipazione democratica di ognuno e di tutti
    mirante alla crescita del dibattito in rete sull’unità della sinistra e
    democrazia. Basta con la ricerca dei nemici a sinistra.

    Il nome Kilombo
    s’ispira all’esperienza delle repubbliche democratiche sud-americane del
    diciassettesimo secolo, create dagli africani fuggiti dalla schiavitù,
    organizzati in villaggi retti con metodi egualitari, in cui venivano accolti
    anche bianchi esclusi dal sistema coloniale, donne emarginate e indios.

    Art.
    2

    Gli aderenti a Kilombo s’ispirano ai valori tradizionali della sinistra e
    delle culture progressiste:

    uguaglianza, libertà, solidarietà, giustizia
    sociale, pace tra i popoli, rispetto delle differenze e della dignità di ogni
    donna e uomo, riconoscimento dei diritti umani, difesa dell’ambiente, difesa
    del diritto al lavoro e dei lavoratori, difesa del diritto ad aderire a un
    culto, difesa del diritto a rifiutare l’adesione a un culto (agnosticismo e
    ateismo ), promozione dei diritti civili delle minoranze di genere, etniche,
    religiose, di origine nazionale e di orientamento sessuale, difesa del diritto
    alla felicità, alla famiglia e all’amore a prescindere dalle proprie scelte di
    vita.
    Difesa dei imprescindibili della persona conquistati con le lotte del
    movimento civile progressista, quali il diritto al divorzio e all’aborto e s’
    impegna x raggiungere simile risultato x quanto attiene il diritto a poter
    rifiutare qualsiasi tipo di accanimento terapeutico volto a trasformare un
    essere umano in cavia da esperimento .

    Kilombo è un aqqreqatore antifascista
    e rimarrà antifascista.

    Ci Kilombo si richiama al rispetto e alla difesa della
    dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani, donne e uomini, e degli esseri
    viventi in generale, contro ogni tentativo autoritario, totalitario,
    discriminatorio o repressive, nello spirito dei valori di giustizia, libertà e
    dignità che animarono la Resistenza al nazifascismo e che sono alla base della
    Costituzione della Repubblica Italiana.
    Kilombo difende il diritto all’
    autodeterminazione di ogni nazione a scegliere il sistema politico di governo,
    nel rispetto del metodo democratico: pertanto rifiuta il concetto di
    Esportazione della Democrazia e di guerra preventiva. Auspica che i rapporti
    tra stati siano improntati secondo i principi della difesa dei fondamentali
    diritti dell’UOMO sanciti nella carta dell’ONU.
    Cordiali saluti, beppecavallo.
    http://pilloledicucina.splinder.com

  4. Finalmente dopo circa due anni di discussioni inconcludenti circa una
    ristrutturazione organica di Kilombo, vedo giunto il momento di poter arrivare
    a delle conclusioni che spero preservino lo spirito originario di Kilombo quale
    luogo di confronto tra le sinistre, con l’obiettivo primario di unificare le
    sinistre x battere il nemico principale rappresentato da un’involuzione
    strisciante di tipo autoritario-populista qual’è il governo berlusconi. Basta
    con la ricerca spasmodica dei nemici a sinistra: cancro letale x lo sviluppo
    progressista in generale che ha già seminato terribili tragedie nella storia
    del movimento operaio. Tragedie che vanno dal Rinnegato Kauscky alla teoria del
    socialfascismo e passano dalla strage di Kronstad fino alle vittime delle
    brigate rosse. Oggi assistiamo purtroppo ad una riproposizione di una crudele
    contrapposizione all’interno dele forze di sinistra che non fa presagire niente
    di buono: già nel 1922 la marcia su Roma fu resa possibile anche x la violenta
    contrapposizione tra PSI ed il nascente PDC’I, vorrei scongiurare il ripetersi
    di una simile eventualità, sia pure nei termini agggiornati di una
    Repubblica di marca PIDUISTA.
    E’ mia intensione elaborare degli emendamenti
    alla Carta di Kilombo, aggiuntivi a quelli proposti dalla redazione, che spero
    potranno essere integrativi degli stessi, in caso contrario intendo proporli
    come alternativi ad essi e quindi alla valutazione del Collettivo in libere
    elezioni.
    Nelle mie valutazioni intendo proporre una ridefinizione organica di
    tutte le questioni aperte di Kilombo, dalla questione dell’ASSOCIAZIONE x il
    possesso del dominio, KilomboSlow, fino ai regolamenti redazionali da rendere
    pubblici e conseguente libertà d’espressione garantita a tutti i Kilombisti.
    A
    titolo esemplificativo segnalo 2 miei post del giugno 2007:
    http:
    //brigantepartigiano.splinder.com/post/14559818#comment
    http:
    //brigantepartigiano.splinder.com/post/14559732#comment

  5. Riporto la mail spedita alla redazione:
    Finalmente dopo circa due anni di discussioni inconcludenti circa una
    ristrutturazione organica di Kilombo, vedo giunto il momento di poter arrivare
    a delle conclusioni che spero preservino lo spirito originario di Kilombo quale
    luogo di confronto tra le sinistre, con l’obiettivo primario di unificare le
    sinistre x battere il nemico principale rappresentato da un’involuzione
    strisciante di tipo autoritario-populista qual’è il governo berlusconi. Basta
    con la ricerca spasmodica dei nemici a sinistra: cancro letale x lo sviluppo
    progressista in generale che ha già seminato terribili tragedie nella storia
    del movimento operaio. Tragedie che vanno dal Rinnegato Kauscky alla teoria del
    socialfascismo e passano dalla strage di Kronstad fino alle vittime delle
    brigate rosse. Oggi assistiamo purtroppo ad una riproposizione di una crudele
    contrapposizione all’interno dele forze di sinistra che non fa presagire niente
    di buono: già nel 1922 la marcia su Roma fu resa possibile anche x la violenta
    contrapposizione tra PSI ed il nascente PDC’I, vorrei scongiurare il ripetersi
    di una simile eventualità, sia pure nei termini agggiornati di una
    Repubblica di marca PIDUISTA.
    E’ mia intensione elaborare degli emendamenti
    alla Carta di Kilombo, aggiuntivi a quelli proposti dalla redazione, che spero
    potranno essere integrativi degli stessi, in caso contrario intendo proporli
    come alternativi ad essi e quindi alla valutazione del Collettivo in libere
    elezioni.
    Nelle mie valutazioni intendo proporre una ridefinizione organica di
    tutte le questioni aperte di Kilombo, dalla questione dell’ASSOCIAZIONE x il
    possesso del dominio, KilomboSlow, fino ai regolamenti redazionali da rendere
    pubblici e conseguente libertà d’espressione garantita a tutti i Kilombisti.

  6. Scusate ho letto male o i fascisti mettono ai voti modifiche della carta senza raccogliere le firme sul forum? loro sono esenti? 😀

  7. A distanza di 2 anni si ripropone il problema della gestione democrtatica di Kilombo e della conseguente libertà d’espressione garantita x tutti i Kilombisti.
    I golpisti non demordono, ma anche questa volta, NON PASSERANNO!
    Riporto la mail inviata alla redazione:

  8. Osservo con piacere la “discussione” che si è creata intorno a questo post, su cui tornerò, con calma, domani. Nel frattempo mi preme solo dire che il mio prospettare un’emancipazione di Kilombo non guarda solo in direzione dell’associazione ma vuole essere uno spunto per ricostruire un punto di vista diverso che, in termini organizzativi, può restare pure informale, ma che sia capace di collocarsi dentro la discussione reale, magari innescandola, di una ricostruzione (meglio di una rifondazione) della sinistra in italia. Comunque, l’ora è tarda, ed il discorso per sua stessa natura richiede una strutturazione del pensiero che in questo momento non sono abbastanza in grado di articolare. Domani proverò a tornarci sopra.

  9. A distanza di 2 anni si ripropone il problema della gestione democrtatica di Kilombo e della conseguente libertà d’espressione garantita x tutti i Kilombisti.
    I golpisti non demordono, ma anche questa volta, NON PASSERANNO!

  10. Ti chiedo scusa x i commenti ripetuti, purtroppo non conosco l’inglese e ti ho combinato un pò di casino.
    Cancella pure i doppioni. grazie

  11. @beppecavallo: non ti preoccupare, in realtà è un problema determinato da un plugin di social bookmarking che ho installato oggi e che, ho visto, da un po’ di problemi nei commenti. Lo disattivo adesso.

  12. Fabio Maronno ti invito ad informarti prima di sparare sentenze, nella carta è esplicitamente espresso che la redazione all’unanimità può proporre modifiche alla carta da far votare al collettivo. Detto questo, avremmo anche potuto prendere quelli che sono stati gli emendamenti che abbiamo redatto e votato all’unanimità della redazione e proporli al collettivo, invece come ritengo giusto stiamo prendendo in considerazione diverse modifiche che ci sono state proposte, proprio perchè riteniamo necessario rivedere la carta nella maniera più collegiale possibile e con la partecipazione di tutti. Ti chiedo inoltre di moderare le parole ed evitare le offese, visto che un confronto si può e si deve avere su toni civili, i fascisti sono ben altri…

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