Un dubbio legittimo

 

Più o meno le otto di martedì sera. Siena. Sono fermo ad uno stop e guardo una sfilza di auto che mi sfrecciano davanti. Un furgone, una Punto, una Smart, una volante della Polizia. L'agente al volante rallenta, mi squadra passando. Ho un presentimento. Trenta secondi dopo premo sull' acceleratore, mi immetto in strada e aspetto il materializzarsi del presentimento di cui prima: la volante si è fermata a lato della strada, nel bel mezzo di una rotonda ed il poliziotto scende in fretta e furia con la paletta in mano pronto a calarla davanti a me. Accosto. Di fronte al finestrino abbassato l'uomo in divisa mi chiede patente, libretto e documenti degli altri passeggeri. Ho una curiosità, troppo forte per rimanere celata nei meandri della mia mente. "Agente, mi scusi, posso chiederle cosa vi ha incuriosito in me o nella mia auto, tanto da fermarvi immediatamente per chiedermi i documenti?" Ma lui mi spiega che è un NORMALE CONTROLLO. Provo allora io a spiegare a lui che di normali controlli effettuati così, solo in questo mese, me ne sono capitati già cinque e che, non per mala fede, inizio a pensare che se ogni volta che incrocio una volante questa mi insegue per fermarmi magari devo proprio avere qualcosa che non va nella mia estetica. Oltretutto sono appena uscito dall'ufficio di un alto rappresentante delle istituzioni che raccontandomi la sua teoria sulla gestione dell'ordine mi spiegava come un controllo serrato, ripetuto, serva a rassicurare la popolazione rispetto ad un elemento che questa percepisce come pericoloso. Se c'è qualcosa che mi fa apparire pericoloso, insomma, vorrei saperlo. Ma ancora il simpatico poliziotto mi spiega che la frequenza con cui vengo fermato è solo una questione di mera matematica: numeri e niente più. Cioè: io vivo a Siena da 23 anni, Siena ha 65.000 abitanti, io giro spesso in auto e quindi è ovvio che mi fermino ogni volta che mi incrociano (!). Sostanzialmente è la statistica che mi incula. Ed io che pensavo che fossero i capelli!

2 comments

  1. cacioman ha detto:

    Anche a me ieri mattina mi hanno fermato mentre andavo a piedi al lavoro zona Eur (Roma). Io capelli di non ne ho, forse era la panza a insospettire i militi. Almeno tu c’hai i capelli e per consolarti puoi farti uno shampo.

  2. Minu ha detto:

    Dato che ci siamo vi racconto anche la mia…
    Stavo andando in federazione dopo essere passato a ritirare le casse per la manifestazione (street parade) che ci sarebbe stata il pomeriggio. Mi fermano in pescaia (forse andavo troppo piano e si sono insospettiti) e ridacchiando domandano se quella sera avrei dato un “rave party”… dopo di che mi chiedono i documenti e non appena letto il cognome, mi chiede tutto sorridente se fossi il figlio di un omonimo dottore. (purtroppo no!) A quel punto io gli chiedo se la mia risposta potesse influire in qualche modo nella faccenda e lui tutto indignato, mi lascia ripatire, rispondendo che il trattamento è lo stesso per tutti!! come no… Minucci è uno dei cognomi più comuni a siena, ma forse anche lui credeva nella statistica!!! ritenta, sarai più fortunato!
    minu

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