Tesoro, siamo tornati!

 

Si racconta che molte persone anziane di sinistra, dopo la sera del 14 aprile, abbiano temuto per la propria incolumità. In aneddoti che cercano di strappare un sorriso amaro, si racconta di nonne e di nonni che dopo la vittoria di Berlusconi e la scomparsa della Sinistra dal Parlamento, parlando con i figli o con i nipoti, esternavano la paura che "ci vengano a prendere". La loro mente, la memoria, andava indietro con un passaggio automatico, accostando ciò che avevano visto con l'arrivo del fascismo a ciò che vedono e respirano in quest' Italia malata.

Leggendo l'home page del Corriere o di Repubblica, ieri sera, ho avuto paura anche io. Una paura vera, incoffessabile. Quella paura che avvicina sempre di più l'idea di guardare fuori dall' Italia il proprio futuro, perchè questa società si sta perdendo in un vortice pericoloso.

Roma, quartiere Pigneto: una squadraccia di venti elementi, i volti coperti da bandane con celtiche e svastiche,  assaltano diversi negozi gestiti da migranti. Al grido di "sporco immigrato!" devastano e distruggono, infrangono vetrine, picchiano il gestore di origine bengalese di un bar. Poco prima era toccato al conduttore di DeeGay, aggredito in strada.

Napoli, Chiaiano: la repressione dura non è solo un dato di fatto, viene rivendicata dalle istituzioni. Contro una popolazione intera che costruisce opposizione si invocano (e si usano) i manganelli delle forze del disordine. Una giornata di scontri che termina con tre arresti e molti feriti e con un ragazzo "caduto" da un parapetto durante una carica. Per descrivere la vecchia nuova linea di condotta della Polizia di Stato le parole della professoressa Di Guida mi sono sembrate particolarmente evocative:

"Datemi voce e spazio perché sui giornali di domani non si leggerà quello che è accaduto. Si leggerà che i manifestanti di Chiaiano sono entrati in contatto con la polizia. Ma io ero lì. E la storia è un'altra".

"Alle 20 e 20 almeno 100 uomini, tra poliziotti, carabinieri e guardie di finanza hanno caricato la gente inerme. In prima fila non solo uomini, ma donne di ogni età e persone anziane. Cittadini tenaci ma civili – davanti agli occhi vedo ancora le loro mani alzate – che, nel tratto estremo di via Santa Maria a Cubito, presidiavano un incrocio. Tra le 19,05 e le 20,20 i due schieramenti si sono solo fronteggiati. Poi la polizia, in tenuta antisommossa, ha iniziato a caricare. La scena sembrava surreale: a guardarli dall'alto, i poliziotti sembravano solo procedere in avanti. Ma chi era per strada ne ha apprezzato la tecnica. Calci negli stinchi, colpi alle ginocchia con la parte estrema e bassa del manganello. I migliori strappavano orologi o braccialetti. Così, nel vano tentativo di recuperali, c'era chi abbassava le mani e veniva trascinato a terra per i polsi. La loro avanzata non ha risparmiato nessuno. Mi ha colpito soprattutto la violenza contro le donne: tantissime sono state spinte a terra, graffiate, strattonate. Dietro la plastica dei caschi, mi restano nella memoria gli occhi indifferenti, senza battiti di ciglia dei poliziotti. Quando sono scappata, più per la sorpresa che per la paura, trascinavano via due giovani uomini mentre tante donne erano sull'asfalto, livide di paura e rannicchiate. La gente urlava ma non rispondeva alla violenza, inveiva – invece – contro i giornalisti, al sicuro sul balcone di una pizzeria, impegnati nel fotografare".


"Chiusa ogni via di accesso, alle 21, le camionette erano già almeno venti. Ma la gente di Chiaiano non se ne era andata. Alle 21.30, oltre 1000 persone erano ancora in strada. La storia è questa. Datemi voce e spazio. Perché si sappia quello che è accaduto. Lo stato di polizia e l'atmosfera violenta di questa sera somigliano troppo a quelli dei regimi totalitaristi. Proprio quelli di cui racconto, con orrore, ai miei studenti durante le lezioni di storia".

Elisa Di Guida
(docente di Storia e Filosofia – Napoli)

(24 maggio 2008)

Un commento su “Tesoro, siamo tornati!”

  1. in nome della “sicurezza” (security, securitate) i veri “insicuri” siamo diventati noi, i migranti, i rom, i gay…
    ciao

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