Succede solo a me?

 

C'è un clima che non vuole cambiare. E' il clima di un inverno lungo che non cede il passo all' estate, fatto di piogge incessanti, giornate grige e cieli di piombo. I vestiti invernali restano a portata di mano, difendono ancora le membra dal freddo.

Ma c'è anche un clima che cambia, che più che il tempo riguarda l'aria che si respira in giro, nelle strade, nella vita quotidiana. E' un clima angosciante che si trasforma nel mio petto in un macigno duro che non si muove nè in su nè in giù.

I temporali sono fiumi di inchiostro sui giornali che parlano di siti di stoccaggio rifiuti trasformati in zone militari e di soldati che li difendono. Scrivono di commissari del governo atti ad occuarsi di un etnia, quella rom, mentre le leggende metropolitane giustificano una moderna caccia alle streghe che come a Ponticelli ed a Milano finiscono in roghi assassini. I telegiornali riprendono una folla in strada che incita al massacro e grida in un orgasmo collettivo la propria furia contro i transessuali che abitano la notte della città nella loro via. Non ci si chiede, nel paese semplice, come gli italianissimi padri di famiglia sfruttino senza rimorsi quei corpi che adorano di nascosto, nel loro privato, e che chiamano depravati nella pubblica piazza. E ancora l'istituzione di reati legati alla tua necessità di sopravvivere: clandestino diventa sinonimo di criminale, non solo nel linguaggio volgare ma anche sulla carta giudiziaria.

Ed in questo Paese che mi spaventa a morte, senza domande vere e colmo di soluzioni pronte, mi capita sempre più spesso di sentirmi soffocare. E' a causa di questa sensazione che non so più se i miei occhi siano ancora così affidabili in una qualche oggettività o se sia la paranoia a dettare alcune considerazioni. Fatto sta che il mio quotidiano inizia a vedere spesso agenti in divisa, in situazioni diverse, presentarsi davanti a me per avere i documenti di identità. Nell'ultima settimana è accaduto tre volte. Alle 2.30 sono stato fermato ad un posto di blocco "soft". Tre giorni fa mentre un interregionale mi portava a Roma permettendomi di gustare il sapore complesso del treno, due agenti di polizia hanno chiesto i documenti a tutto il vagone. "Normali controlli" continuano a ripetere. E un normale controllo era anche quello di due sere fa, quando una volante della polizia, dopo averci incrociato, ha fatto inversione ad U e ci ha raggiunto con i lampeggianti accesi, facendoci accostare lungo la strada. Documenti di tutti i passeggeri, patente e carta di circolazione. Niente di più. Un normale controllo in un contesto normale di un paese normale. Mi chiedo se questo clima abbia qualcosa a che fare con la percezione delle forze dell' ordine rispetto al loro nuovo ruolo o se sia soltanto una normale procedura unita ad una normale serie di coincidenze.

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.Poi vennero a prendere i comunisti e io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare."
 
 

-Bertolt Brecht-

5 comments

  1. socrates ha detto:

    nn sei l’unico ad essere passato sotto una normale ispezione. non sei l’unico a sentire l’aria densa e soffocante non per colpa del tempo. non sei l’unico a rimanere sbigottito davanti ad ogni ingiustizia ormai concessa o addirittura voluta dalla legge. per fortuna non siamo pochi a notarlo.

  2. Eugenio ha detto:

    Non so, io vivo in un Paese in cui si grida alla “Guantanamo Europea” perchè si è dato alla polizia il permesso di controllare i documenti alla gente davanti al palazzo del Parlamento anche se questa non sta commettendo un reato. Certo le voci che mi arrivano dall’Italia sono sempre più preoccupate.

    E scusa se sono tignoso, ma la citazione non è da Bertolt Brecht ma da Martin Niemöller; ancora più significativa perchè viene da un’esperienza di vita: Niemöller iniziò come nazista e finì in campo di concentramento.

  3. strillo ha detto:

    non succede solo te, anche se so che questo non ti rassicurerà neanche un po’
    un saluto

  4. Admin ha detto:

    Da dove scrivi Eugenio? Comunque il problema è che è verop che certe volte abbiamo eletto ad epifenomeno della svolta securitaria fatti molto simbolici ma il dato di fatto oggi è che in nome della Sicurezza si demoliscono tutti i diritti acquisiti con la democratizzazione del sistema di governo.

  5. Eugenio ha detto:

    Vivo in Gran Bretagna – dove abbiamo appena eletto a sindaco di Londra un pagliaccio incompetente la cui unica qualifica è di essere andato a scuola col segretario conservatore. Ognuno ha la sua croce.

    In ogni caso mi capita spesso di vedere come le svolte autoritarie siano semplicemente un fatto di percezione – com’è, appunto, la “scandalosa” possibilità concessa ai poliziotti inglesi di fermare una persona a caso e chiederle di identificarsi, almeno davanti al parlamento; o la paventata introduzione della carta di identità, vista da queste parti come l’anticamera del fascismo. A leggere il Daily Telegraph, queste misure starebbero trasformando Londra nella bucarest di Ceausescu (se al potere ci fossero i Tories, sarebbe il Guardian a dire che Londra sta diventando la Santiago di Pinochet o, ehm, la Roma di Alemanno).

    Con questo non voglio sminuire la gravità di quel che sta succedendo in Italia – mia moglie sta lavorando laggù in questi giorni, e ogni volta che sente un telegiornale mi telefona per dirmi di sbrigarmi a finire le pratiche per il passaporto inglese.

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