Rifondazione padronale

 

Ho fatto dibattiti, interviste, riunioni ed assemblee pubbliche per spiegare il perchè della mia scelta, davanti alla "scissione", di uscire da Rifondazione Comunista, il partito che avevo amato e odiato per dieci anni della mia vita. Ho analizzato in mille discussioni tutti i punti politici e le prospettive che si paventavano, eppure mai come adesso, davanti all'ennesima vergogna che si consuma ad opera dei nuovi padroni del Prc (ed uso il termine padroni non a caso) sento che avevo (ed avevamo, ed abbiamo) ragione. 

Non si tratta dell'ennesima boutade, di un'altra dichiarazione assurda di Paolo Ferrero o di un'altra triste uscita pubblica che rinchiude quello che era stato uno dei soggetti più innovativi a sinistra degli ultimi dieci anni in una sterile opera di testimonianza di se. E' qualcosa che va oltre e che difficilmente sarebbe arrivata alle nostre orecchie se la dignità di questa compagna non l'avesse portata ad una difficile denuncia. 

La storia è apparsa sulle pagine dell'Unità, unico giornale ad averla riportata. Io aggiungo solo che la stessa aria si respirava (finchè non me ne sono andato) in ogni luogo e su ogni livello in cui questi signori avevano preso il potere dando contemporaneamente vita ad una caccia alle streghe dal vecchio sapore staliniano.

 
Rifondazione dà il benservito a una precaria storica (vendoliana)

Dici licenziamento in tronco, niente contributi, un risarcimentoelemosina e ti vengono in mente parole come padronisenza scrupoli, capitalisti profittatori. Poi davanti alla sede di Rifondazione comunista vedi una signora di una settantina d’anni, seduta su una sedia. Si chiama Liliana Salvatori. Al muro ha poggiatole sue due stampelle, inseparabile ricordo di una manifestazione controla guerra in Vietnam, quando persfuggire a una carica della polizia finì per terra, sotto le ruote di una camionetta.
Ha lavorato al Pci con Amendola, con Tortorella, poi eracon Veltroni quando era responsabile Stampa e propaganda. Con Occhetto
arrivò il Pds: «Me ne andai, quel congresso lo vinsero. Questono, Ferrero l’ha rubato».Dal ‘91 ha lavorato per il Prc. Niente contributi, ma era il suo partito. C’era la passione. C’era la voglia diaiutare gli immigrati a veder riconosciuti i loro diritti. E ultimamente c’era anche che nonostante la pensionei 525 euro che prendeva le erano indispensabili. Al congresso si è schierata con Vendola. Le hanno strappato manifesti, incollato il telefono, ma ieri c’è rimasta peggio. «Mi hanno licenziato, hanno mandato lacassiera del partito a comunicarmelo».Come liquidazione le hanno offerto due mensilità, buoni pastocompresi.«Non voglio l’elemosina».Davanti alla sede del Prc arriva una ragazza della Serbia, spingendo un passeggino. Ha saputo che Liliana è lì, che ha cominciatouno sciopero della fame. La ragazza racconta che è grazie a lei se dopo tre anni diinutile attesa è riuscita a ottenere un permesso di soggiorno. Ferrero non si fa vedere. Dopo un bel po’ di ore learriva una telefonata del responsabile Organizzazione, Grassi. Le promette un incontro per convincerla a passare la notte a casa. «Dei soldi non mi interessa, se la vedranno gli avvocati, ma io voglio vedere Ferrero morto politicamente». Sul muro rimane incollato un foglio, su cui hascritto: «Questo è il comunismo che vogliamo costruire? O quello che abbiamo
sempre combattuto?».

4 commenti su “Rifondazione padronale”

  1. «Me ne andai, quel congresso lo vinsero. Questono, Ferrero l’ha rubato».
    «Dei soldi non mi interessa, se la vedranno gli avvocati, ma io voglio vedere Ferrero morto politicamente»

    ma vergognatevi, BUFFONI!

  2. Anche io mi sono occupato di questa vicenda sul mio blog.
    Sono rimasto colpito della naturalezza con cui chi si professa vera sinistra usa la legge biagi e lo spoylsistem come un azienda qualunque. Per il compagno Ferrero ci vorrebbe dignità e coerenza

  3. @giovanni:
    caro mio, mi dispiace che nel commentare tu sia stato incapace di articolare un ragionamento ma per correttezza voglio risponderti ugualmente:

    1- è dato oggettivo che l’ultimo congresso del PRC sia stato un’anomalia, nello svolgimento e nel determinarsi dell’esito finale. Mi spiego: sono state decine i congressi di circolo annullati e addirittura non ripetuti, come decine sono i casi risolti contro statuto dalla stessa commissione di garanzia che agiva manu militari a colpi di maggioranza. Sull’esito finale poi vorrei solo ricordarti che non si era mai dato, nella storia di un partito comunista (fatto salvo per un caso del PC bielorusso) che alla mozione di maggioranza, seppur relativa, non fosse concessa la possibilità di formulare una proposta unitaria di gestione e linea politica. Quel guazzabuglio che costruisce oggi l’attuale direzione nazionale è prova evidente di ciò che Liliana chiama “un furto”.

    2- Erano centinaia i funzionari ed i dirigenti territoriali che avevano accettato di lavorare con contratti a termine o, molto spesso, al nero, in nome di un sogno, di un cammino comune faticoso e duro da percorrere insieme. La valanga di licenziamenti messi in atto dal duetto Grassi&Ferrero ha un nome: epurazione. Attinge ad una storia che noi avevamo sconfessato e che adesso torna ad essere la “linea del partito”. Non ha, in questo, da preoccuparsi Liliana: politicamente Ferrero è già morto e sepolto.

  4. DISPREZZO.
    Io ODIO DISPREZZO profondamente questi personaggi (Stalin , Polpot , Ferrero) ancora di più di HITLER PINOCHET e soci perchè essi hanno INFANGATO e INFANGANO un idea un pensiero un SOGNO come quello del COMUNISMO ( che io non ho conosciuto)
    o quello del SOCIALISMO (in cui io credo) !!

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