Quelli del Penny

Noi, che andiamo a fare la spesa nel discount più economico di tutta la provincia. E che anche lì ci riguardiamo e cerchiamo le offerte, il 3×2 del mese. Noi, che passeggiamo smarriti fra  scaffali riempiti di marche anonime sconosciute. Noi, che quando alla televisione sentiamo delle mozzarelle blu  apriamo il frigo e prendiamo quella busta maxi-formato, cinque mozzarelle al prezzo di tre e la giriamo velocemente per andare a leggere sul retro che sì, anche quelle sono state prodotte in Germania. Noi che quando qualche volta andiamo in gita alla Coop, alla Conad, alla Pam, solo per un passaggio fugace, quasi per sbaglio, rimaniamo abbagliati dai colori, dalle luci, dalle varietà, come un moscovita del 1960 prelevato mentre fa la sua spesa austera e socialista e sbattuto in un mega-mall di New York in mezzo all'orgasmo consumista del capitalismo plastificato. Noi, che il Penny Market lo sentiamo un po' casa nostra, una casa economica che non ci mette a disagio, che capisce gli sforzi immani fatti per arrivare in fondo al mese, noi, che chiudiamo gli occhi di fronte ai commessi sottopagati che fanno straordinari forzati dietro a quelle casse, noi alla fine ci scopriamo amaramente a rimanerci di merda di fronte al " panino dell'amicizia ". E non sappiamo perchè.
 

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