Posso lasciarle un volantino?

 

“scusi posso lasciarle un volantino?” è la frase che ti entra in testa di prima mattina e lì rimane senza poter ammorbidire neanche un po’ la nenia fastidiosa che si ripete ridondante.  La gente passa, con le buste piene di cose appena comprate, cammina veloce questa città. Qualcuno prende il volantino, qualcuno lo rifiuta diffidente e tira dritto svelto. Qualcuno invece si ferma, riconosce la foto del manifesto, chiede informazioni su questa “sinistra” che non si capisce bene cosa è. Gli anziani sono spaesati, osservano il paese che va a rotoli e non trovano più quegli appigli sicuri che per cinquant’anni hanno sempre rappresentato una speranza di ripresa. Nella politica non credono più, quei doppiopetti con sorrisoni biancofinto che sfilano in tv vivono ad una distanza siderale dalle loro pensioni minime e dai figli e nipoti precari ancora a carico. Questa sinistra, dicono, non la capiscono più, ma quando vedono quattro candidati giovani nel manifestino sorridono e pronunciano frasi diverse: “voi siete il futuro, non vi arrendete” “il mio voto ce l’avete, è l’ora di dare spazio a voi giovani”.

Un signore si ferma, con il foglio in mano. Guarda bene, combatte con la vista ormai debole: “voi siete candidati e state qui a fare volantinaggio. Era l’ora che si presentasse qualcuno che non si rifugia nelle stanze e che non ha paura di stare in mezzo alla gente”. Qualcuno viene a chiedere il volantino, ci chiedono quando verrà Nichi a Siena, la frase è sempre la solita: “siamo con voi, non vi arrendete”. C’è tutto il sapore dell’ultima sfida, di una battaglia dura da vincere e pesante da combattere ma dopo stamattina c’è anche l’impressione di essere meno soli.

 anche su www.nonleggerequi.org

2 comments

  1. Skeight ha detto:

    Grazie, questa testimonianza mi fa sentire meglio^^

  2. ddavidone ha detto:

    mi ha fatto veramente emozionare di gioia questa cosa. Io non dico che si prende tanto ma sentire queste parole mi danno una grande speranza perchè io sono convinto ke la parola ora tocca i giovani e ogni persona che nel suo cuore si senta giovane. Io non dico che non è una cosa facile partire diciamo quasi da zero ma d’altro canto a noi non ci piacciano le pianure, per noi non ha senso di trovare quasi tutto fatto noi adoriamo le bellissime strade in salita che ci costringono a dare il massimo di noi stessi e questo ci fa sentire che siamo vivi. Continue battaglie potremmo raccontare come nelle nostre vite private: per esempio la mia battaglia con diritto pubblico e per il pet che è un anno e mezzoi che llo sto facendo…..Infine creedo che un lavora da qui incomincia, ma la sua fine non è possibile saperla

Rispondi