Ombre sul Governo e governi “ombra”

 

La destra è al Governo. Per i quotidiani stranieri il governo di destra nel nostro Paese è una soubrette che diventa ministro e sulle prime pagine di tutto il mondo, accanto alla foto di Berlusconi sorridente c'è quella delle tette dell' onorevole Carfagna. Il ministero delle pari opportunità è diventato il simbolo del suo contrario etimologico: sostanzialmente l'idea di chi pensa che, se sei donna, l'unica opportunità che hai per emanciparti dai fornelli e dalla pulizia della casa è quella rappresentata dai provini per fare la velina vendendo la tua nudità sulle televisioni del Presidente del Consiglio. Per me il governo è più interessante se si guarda verso Bondi: ministro della Cultura. Accanto a lui i sottosegretari Pippo, Pluto e Paperino formeranno il team dello sviluppo culturale del belpaese. No, battute a parte: Sandro Bondi alla Cultura è un racconto crudo e vero di un pensiero unico che vuole imporsi distruggendo qualsiasi capacità critica e quindi qualsiasi bagaglio culturale che possa veramente definirsi tale. Sulla Gelmini non mi esprimo nemmeno, l'unica consolazione è che difficilmente riuscirà ad essere peggio della Moratti e di Fioroni. In bocca al lupo, Barbara! Ed in bocca al lupo, nel senso letterale della frase, a tutti quei giovani e quelle giovani che si trovano ministro delle politiche giovanili Giorgia Meloni, il caporale di ferro di Azione Giovani (vedi quante volte c'è scritto "giovani" in questo periodo) che della gioventù, appunto, ha un' idea un po' retrò, direi quasi leggermente mussoliniana. Pronti quindi ad indossare nelle vostre scuole, ogni mattina, una bella divisa da giovani balilla che spazzi finalmente via tutta quella varietà estetica. Per tornare indietro nel tempo, un aiuto considerevole viene da Brunetta, ministro dell' Innovazione Tecnologica, che un paio di mesi prima del voto, credo ad Anno Zero, ammetteva candidamente di non saper accendere un computer (!). Ma i computer verranno banditi a prescindere, a meno di non avere come commercialista un fantasista puro, con una capacità di astrazione ed inventiva pari solo a quella di Orwell o giù di lì, perchè, attenzione attenzione, torna l'Archimede Pitagorico dell' economia mondiale, il simpatico Tremonti, inventore della finanza creativa, teoria ormai celebre volta alla costruzione di una condizione economica così devastante che per arrivare a fine mese i soldi te li devi inventare. Ma state pure sicuri, ce la faremo anche questa volta. Anche perchè al posto del ministero dell'interno, l'armata del Po ha imposto un vero e proprio commissariato sulla sicurezza con Roberto Maroni pronto ad indossare la divisa militare delle ronde padane per meglio incarnare il generale di ferro pronto ad avviare la crociata finale contro l'invasione dei diversi. Diversi che il governo potrà deportare senza rimanere impigliato nel traffico, ora che e Infrastrutture saranno il dicastero di Altero Matteoli, da giorni già al lavoro alla ricerca di paludi da bonificare in giro per l'Italia. 

Per finire, squilli di tromba: il giovane Veltroni, condottiero rivoluzionario, pronto a dar battaglia….. no, aspettate. Non ci credo. Cancellate le ultime due righe. Veltroni ha appena annunciato l' esecutivo ombra: "Questa la lista completa dei ministri del governo ombra del Pd, presieduto dal segretario del partito Walter Veltroni: Piero Fassino (Esteri), Marco Minniti (Interno), Lanfranco Tenaglia (Giustizia), Pier Luigi Bersani (Economia), Maria Pia Garavaglia (Istruzione), Matteo Colaninno (Sviluppo Economico), Enrico Letta (Welfare), Roberta Pinotti (Difesa), Alfonso Andria (Politiche Agricole), Ermete Realacci (Ambiente), Andrea Martella (Infrastrutture e Trasporti), Vincenzo Cerami (Beni e Attività Culturali), Giovanna Melandri (Comunicazione), Sergio Chiamparino (Riforme), Mariangela Bastico (Rapporti con le Regioni), Linda Lanzillotta (Pubblica Amministrazione e Innovazione), Vittoria Franco (Pari Opportinità), Beatrice Magnolfi (Semplificazione normativa), Maria Paola Merloni (Politiche Comunitarie), Michele Ventura (Attuazione del Programma), Pina Picierno (Politiche Giovanili). Fanno parte del governo ombra anche il vicesegretario del Pd Dario Franceschini, i capigruppo alla Camera e al Senato Antonello Soro e Anna Finocchiaro".

Che dire? Speriamo con tutte queste ombre di non rimanere al buio.  

7 commenti su “Ombre sul Governo e governi “ombra””

  1. Gli esponenti della Sinistra giovanile (l’organizzazione dei giovani dei Ds), hanno deciso di uscire dal coordinamento nazionale del Pd perchè insoddisfatti dalla piega che sta prendendo il confronto interno al Pd troppo legato alle logiche correntizie, delusi per non essere stati neppure consultati nella scelta del ministro-ombra delle Politiche Giovanili (fonte Repubblica.it) — come dire: sulla politica non facciamo una piega e non rompiamo i coglioni, ma se ci toccano le poltrone siamo pronti a guardare alla rivoluzione!

  2. beh, io non mi sento di dare torto alla sinistra giovanile, se dopo decenni di battaglie e partecipazione si vedono rappresentati da Pina Picerno, quella che fece la tesi di laurea su Ciriaco de Mita di cui era la cocchina prima che lo tradisse per restare attaccata al carrozzone di Uolter 🙂

  3. @andy non sto dicendo che hanno fatto male ad uscire, anzi. Sto dicendo che uscire adesso mi sembra un po’ strumentale: se si è in disaccordo sulla linea si esce prima delle nomine. Altrimenti è a dir poco una sterile questione di poltrone e posti.

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