Novembre 2012

È arrivato novembre. Ottobre è stato un soffio. Ho 28 anni e gli stessi acciacchi dei 27 (che è già una rassicurazione importante), un nuovo piano cottura dopo che quello vecchio è esploso (Ariston di merda), una finestra da sistemare, il contratto di lavoro di nuovo in scadenza e qualche preoccupazione in più dell’anno passato per le condizioni di rinnovo. Ho qualche chilo in più sulle spalle, una dieta auspicabile, due campagne elettorali da affrontare e una nuova voglia per farlo nonostante (o forse a causa di) lo schifo crescente che ci circonda e ci attraversa. È passato un anno fatto di mille cambiamenti, di quelli che ti fanno capire che se in un anno tutto può cambiare così sei padrone di ribaltare la tua vita in qualsiasi istante per fare ciò che vuoi. E ci piace. Un anno di “nucolo familiare”, di convivenza a tre (io, Marta e Zapata) che segna il nuovo inizio in maniera più significativa di un 31 dicembre qualunque. Il conto è in rosso come sempre e le spese crescono più delle entrate. E anche questa non è una novità. Beppe Grillo sembra diventato il fenomeno della nuova era e il vento che tira qua fuori non profuma per niente. La Fornero dice che siamo Choosy (che non mi sembra un grande salto avanti rispetto al già noto “bamboccioni”) e io continuo a lavorare in un call center che secondo quanto dice il ministro deve proprio essere la mia scelta schizzinosa. La novità di quest’anno è che ogni volta che piove è una sfida di sopravvivenza e che se viene un temporale serio a dicembre, o una bella nevicata, finiremo nostro malgrado per dar ragione alla profezia dei Maya (che però andava di moda l’anno scorso e che ora passa un po’ sotto tono). Fatto sta che un paio di giorni fa, due giorni di pioggia (NORMALISSIMA pioggia), si è allagato tutto, dal senese al grossetano, con morti e inondazioni che nemmeno lo tsunami. Ma era solo pioggia. Di quella che cade ogni anno, di solito, a novembre. In garage ho di nuovo un po’ d’ordine e la solita moto “antica” che ne mina fortemente le basi. Ho una bici, un orto, un pezzo di giardino in più. Due serre e il mitico arancino che continua a giocarsela con l’inverno. Ho voglia di rincontrare vecchi amici che per un attimo ho perso di vista, un attimo che sembra un eternità finchè non li incontro di nuovo e tutto svanisce in un abbraccio. Ho un sacco di cene da fare, birre da prendere in qua e là e voglia di cambiare senza perdere nemmeno un granello di tutto questo. Ho voglia di andare a letto, senza rileggere ciò che ho scritto e di vedere domani che cosa succederà.

One comment

  1. Caro ha detto:

    <3 (C)

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