Merry crisis and happy new fear

"Merry crisis and hapy new fear" è lo slogan che attraversa la Grecia in un Natale che profuma di rivoluzione. Posto qua sotto la nota di Anubi che in queste ore è ad Atene dentro al Politecnico assediato insieme agli studenti.

Politecnico sotto minaccia di sgombero manu militari, prima volta dal 1973, fate circolare la notizia

Scusatemi tutte e tutti se non ho postato qui, durante questa seconda sosta nella capitale dell'Ellade in tempo di rivolta, gli articoli man mano pubblicati su Liberazione, come avevo prima. Non ho avuto il tempo, riposterò tutto in una mega-nota fra breve.
Ma stasera c'è una notizia nuova e se avesse seguito materiale renderebbe definitivamente questo "caso-Grecia" una campana che suona per ognuno e ognuno di noi: il procuratore generale di Atene ha comunicato agli occupanti del Politecnico, protagonisti degli ulteriori fuochi della notte scorsa (in ricorrenza della seconda settimana dall'assassinio di Alexis), che hanno "poche ore" per lasciare il complesso. Lo ha fatto scavalcando il Senato accademico e il Rettorato e consegnando così alla polizia e al Ministero degli Interni potere d'intervento. Come dovrebbe essere vietato dalla Costituzione ellenica stessa, laddove riconosce qualità di diritto prevalente agli statuti autonomi delle istituzioni formative, che tuttora prevedono la "protezione" da simili interventi (il diritto d'asilo) entro le mura di scuole e università. Una protezione finora mantenuta soprattutto per l'interposizione della Chiesa Ortodossa, che è fonte riconosciuta costituzionalmente di tale diritto.
Qualcosa, evidentemente, è cambiato. Se dietro l'usbergo del potere giudiziario, qua per nulla indipendente, il governo Karamanlis devastato nell'immagine e nei consensi sceglie un tale affondo. Un gesto che, se si rendesse concreto con l'intervento violento per sgomberare il Politecnico e arrestarne gli occupanti, nel frattempo definiti dal portavoce governativo, davanti al Parlamento in seduta, "organizzazione terroristica", avrebbe un solo precedente: il massacro compiuto dal regime fascista dei colonnelli nel 1973 per reprimere la rivolta del Politecnico medesimo.
Le e gli occupanti del Politecnico di Atene hanno chiamato a raccolta "tutti i rivoltosi" di queste settimane nel campus e a sua difesa e convocato una "assemblea aperta" per questi momenti (era prevista alle 21 ora locale). La polizia non circonda ancora a vista la cinta del complesso, ma è disposta capillarmente da oggi pomeriggio tutt'intorno, lungo Akademias, Pathission e 3 Settembre.
Fate circolare le notizie, queste e gli aggiornamenti che cercherò di inviare poi.

AGGIORNAMENTO!!! Ore 10.09 del 22-12-2008

mentre continua la calma irreale intorno al Politecnico di Atene, sotto una pioggia continua e con cinque gradi in meno di temperatura rispetto ai giorni scorsi, in attesa del concerto di stasera nel campus, giunge conferma dell'azione del procuratore generale.
ha usato un emendamento apportato di recente alla legge che sancisce il diritto d'asilo ovvero l'impossibilita' per la polizia di intervenire nelle universita' senza esplicita disposizione del senato accademico, e consente appunto all'autorita' giudiziaria inquirente di ordinare l'intervento se nell'universita' in questione sono stati commessi gravi reati. la motivazione sarebbe quella del lancio di molotov dagli stessi edifici del Politecnico sulla polizia assediante la notte tra sabato e domenica. la norma emendata dice che la procura deve disporre l'irruzione della polizia ai fini dell'arresto dei rei entro 48 ore dal compimento del reato.
dunque, la scadenza e' per stanotte. dopo il concerto. se gli occupanti non se ne saranno gia' andati alla sua conclusione. ma ora il dubbio e' che vengano presi ugualmente, se l'ordine del magistrato sara' arrivato.
from athens, happy new fear!

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