Iperboli leghiste

 

E' il partito rivelzione del momento in questo show malsano che ci ostiniamo a chiamare politica. Sono quelli della sicurezza ad ogni costo, della difesa contro l'invasione islamica, del maiale portato al guinzaglio (dall' europarlamentare Borghezio) sul terreno di costruzione di una moschea. E sono quelli il cui slogan storico è: "noi della lega ce l'abbiamo duro!".

Dopo l'ultima tornata elettorale ed il peso sempre crescente che la compagine leghista assume nella coalizione berlusconiana, il futuro Presidente del Consiglio è stato intervistato a proposito delle allucinanti dichiarazioni dei leaders padani cercando di capire come queste possano risultare anche solo lontanamente compatibili con il carattere democratico di un paese.

Tranquilli: Silvio dice che non si tratta altro che di un linguaggio forse un po' colorito, fatto di iperboli e metafore ma che non ha nulla di incompatibile con la civiltà e la democrazia. Allora, giusto prima di rassicurarmi sulla fiducia, mi sono voluto riguardare quattro-cinque iperboli e metafore lumbard-style, eccole qua:

  • Siamo armati di questo manico qui (Umberto Bossi a Bonivier)
  • Contro gli stupratori ci vogliono forbici non sterilizzate (Calderoli)
  • Stuprate Pecoraro! (Striscione dei giovani leghisti ad un corteo a Mantova)
  • Sono un cacciatore di leprotti extracomunitari (Il vicesindaco di Treviso, Gentilini)
  • Pronti i fucili contro la canaglia Romana (Umberto Bossi)

2 commenti su “Iperboli leghiste”

  1. Purtroppo il problema è ancora più complesso: nonostante i dati sul loro consenso nel Norditalia siano ben più consistenti che nel resto del paese, anche al centro ed al sud i risultati della Lega sono in crescita esponenziale. In molti luoghi, specie nei paesi di provincia (e con questo intendo anche la provincia toscana) triplicano il dato del 2006. C’è un paese nella mia regione che da sempre è considerato un feudo storico della sinistra “rossa” in cui il Pci prima e le forze della sinistra poi, raggiungevano risultati “bulgari” ed in cui alle elezioni politiche si quest’anno la lega ha preso quasi l’11 percento. Credo, sostanzialmente, che si debba iniziare a dirci, che la cultura securitaria, con il suo carico xenofobo, eterofobico, razzista e violento, ha ormai permeato la società nel profondo, superando anche gli steccati imposti dai confini territoriali, e che un cambiamento così profondo del tessuto sociale crea uno strappo difficile da ricucire.

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