Hello Kitty

 

Hello Kitty, il maledetto gattino (gattina?) rosa, è in realtà un produttore formidabili di istigazioni a delinquere e barbarie pura. Nessuno ha mai visto il cartone animato ma il mondo reale è invaso di gadget orrendi che sfidano ogni minimo buonsenso: ci sono le brosette plasticose, i portachiavi, i pupazzetti. C'è il telefonino, l'automobile, gli adesivi. Ci sono i tampax, i cerottini, i cotton fioc. C'è persino la carta igienica di Hello Kitty, e quella, lo ammetto, un po' mi affascina. 

E' così che ti ritrovi, in un caldo pomeriggio di agosto, a spiegare alla tua splendida nipotina che ti mostra il fermaglino del gattino del nuovo millennio, che quella bestiaccia è un demone da abbattere e, dopo lo smarrimento iniziale, riuscite a convenire che è il caso di dare la piccola, dolce hello Kitty, in pasto al mio Zapata, meticcio incrocio fra un pastore tedesco ed un pastore australiano.

Sentirle asserire convinta che "Hello Kitty è cattivo!" mi ha rassicurato non poco rispetto all'incubo di vederla un giorno con qualche gadget improbabile del gattino ermafrodita.

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