Gioco a perdere

 Lo so, – proseguì il sindaco con un sospiro – un tempo eravamo diversi. Ma anche il mondo era diverso. Quindi abbiamo dovuto essere diversamente diversi. Ascoltatemi. La destra ha voluto questo paese più ignorante, più irresponsabile, più corrotto, più culturalmente misero. Ebbene, la sinistra ha risposto con una mossa concreta. Ha tolto a voi, a tutti, la vergogna di essere ignoranti, irresponsabili, corrotti e culturalmente miseri. Vi ha spiegato che potete essere proprio come loro. Potete vedere le loro stesse trasmissioni televisive, parteciparvi, non leggere, non istruirvi, prendere tangenti, restare al vostro posto quando siete inquisiti. Potete essere, quando arrivate al potere, forti coi deboli e deboli coi pettoruti. Perché, a differenza di loro, voi sapete cosa siete e quindi potete tornare indietro quando volete. Perché il vostro ordine non è il loro, anche se usate le stesse ruspe, la stessa polizia, gli stessi pregiudizi. Quindi, votateci!
– Ma non ci sono mica le elezioni – disse Ispido.
– È vero, scusatemi, mi sono lasciato trascinare. Allora, siete con me?*

*da Pane e Tempesta di Stefano Benni

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