Ferragosto indaffarato

 

To do:

  1. Sistemare (cioè riprendere in mano davvero, riniziare a scrivere qualcosa di più o meno sensato e ((almeno)) con una frequenza decente) il mio account Twitter; V check
  2. Fare quell'ordine su Nierle che devo fare da una vita nel tentativo di far fronte alla divuddìfagia del mio masterizzatore e di evitare di pagare un double layer cinque euro! V check
  3. Smettere di scrivere sul "to_do" punti geekissimi come quello sopra. Valutare il fatto che che chiamare "to_do"l'elenco delle cose da fare e usare termini come "geekissimi" rischia di per se di relegarti in un universo parallelo fatto di smanettoni e rincoglionti vari; V Check
  4. Pagare bollette insostenibili e decidersi ad inviare all'Enel il contratto ricompilato e firmato; * In corso…
  5. Costruire nuova rubrica del blog + risposta alla grande domanda sul "Perchè scrivi sempre meno di politica?"; * In corso…

Ferragosto idaffarato direi. E siccome è evidente che non sono minimamente nelle condizioni di pagare le bollette facendo così fronte al punto 4, passo direttamente al quinto.

La domanda di cui sopra ridonda a proposito di questo blog almeno quanto l'osservazione sulla poca costanza nella pubblicazione dei post, ma mentre sulla seconda non esistono scuse plausibili se non quella che mi trova molto più a mio agio, con una temperatura media di quaranta gradi, immerso in piscina o in stile lucertola-life piuttosto che di fronte allo schermo del computer, per la prima ci vuole una precisazione importante: non è vero.

O meglio, è vero che evito spesso (mai abbastanza comunque) di lanciarmi in macro-analisi rinchiuse nella criptica del linguaggio iperpolitichese per ogni cagata che succede a questo mondo ed è vero anche che, siccome le cagate di cui prima si son fatte sempre più frequenti e siamo ormai, per usare un francesismo, nella merda fino al collo, non ho voglia di ripetermi all'infinito con mega-post muti che non parlano a nessuno. Provo a spiegarmi meglio: ogni evento, trama, trend, fatto ecc. che rappresenti una tessera di questo tragico mosaico in cui viviamo è stato raccontato, spiegato, denunciato in ogni dove, senza che ciò serva più a qualcosa, ed il motivo è chiaro. E' una ripetizione infinita che ogni volta che rinizia il proprio ciclo si fa sempre più innoqua e finisce per produrre normalizzazione dell'esistente. Manca da tempo infinito lo step successivo alla denuncia ed all'analisi, ovvero la proposta, la formulazione di un'idea che in prospettiva lascia immaginare uno spazio di trasformazione. E siccome non ho la pretesa di colmarlo io questo vuoto (almeno non da solo e non dalle pagine di questo blog) ho deciso di provare un' opera diversa, di racconto della declinazione pratica, vicina e quotidiana della politica che denunciamo.

Ho letto milioni di bei pamphlet sul piano casa, per esempio, ma nessuno riusciva a raccontare l'assurdità che rappresenta quanto la storia di chi, a venticinque anni, si trova oggi strangolato dalla ricerca di una casa: paghiamo affitti altissimi che potrebbero essere tranquillamente rate di un mutuo e che non lo sono semplicemente perchè nessuno di noi ha un contratto stabile che gli garantisce di accedere al credito. Dentro al mercato degli affitti prendono vita storie dell'orrore che rappresentano una realtà squallida. Dentro quello delle vendite immobiliari lo sciacallaggio è, più che routine, il perno stesso su cui si fonda il mercato. Il monopolio delle energie e dei servizi, e la loro finta liberalizzazione, si raccontano meglio con una bolletta dell' Enel in mano piuttosto che con il decreto Bersani. E questo vale ovviamente per il pacchetto sulla sicurezza, per le leggi sul lavoro, per la riforma della scuola e dell'università, per la cancellazione del wellfare, eccetera eccetera eccetera.

Poi è vero anche che dentro al deserto della politica che si dispiega soprattutto a sinistra uno sceglie fra la descrizione del più arido dei paesaggi e la voglia di ripartire dal proprio personale per descrivere il mondo. 

Per quanto riguarda la nuova categoria che vado a creare invece si tratta solo di un passatempo che darà un po' di fresschezza al blog assicurando a quei dieci/quindici accaniti lettori e lettrici un qualche segno di vita. Si chiamerà "AAA-eh?!" e metterà insieme un po' di annunci assurdi trovati qua e là per la rete.

Stay Tuned.

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