Fase 2 – scelta della casa

 

Come dicevo nel post qua sotto, alla fine,l'estenuante ricerca ha dato i suoi frutti. Mi sono trovato a scegliere fra due monolocali molto simili anche se situati in zone molto diverse. Entrambi con giardino, uno più vicino alla città, l'altro più lontano di qualche chilometro. Dopo mille pensieri alla fine mi decido, alzo la cornetta ed avvio la fatidica telefonata. Concordiamo per telefono l'appuntamento con l'agenzia, il tipo di contratto, l'arredamento essenziale mancante e, quindi, da comprare. Manca il letto ma ci pensa la padrona di casa, al materasso provvederò io. Due giorni dopo la telefonata mi sono ritrovato davanti al responsabile di un'agenzia immobiliare che, per non far altro che guardarmi firmare un contratto, pretendeva più o meno 700 euro. Anzi, a pensarci bene un'altra funzione la svolgeva sottoponendomi ad  una sorta di terzo grado rispetto al mio reddito, posto di lavoro, sicurezza dell'impiego, abitudini di vita… sembrava di esser tornati ai bei tempi degli arrivi al Ben Gurion airport.

Ammetto la mia ignoranza, nel senso che ignoravo proprio la necessità di dover pagare per un non-servizio ricevuto. Capisco che un'agenzia debba guadagnare sulle transazioni e capisco anche quando la cifra è richiesta al locatore: ti mettono la casa sul mercato, inseriscono gli annunci, pubblicizzano il tutto, gestiscono il primo contatto. Ma quando dall'altra parte c'è un tizio (io) che null'altro ha fatto se non aprire il giornale, leggere un annuncio, comporre un numero e fissare un appuntamento a cui quella dell'agenzia non si è neppure presentata, non ne capisco bene il senso. Anzi, a dire il vero il senso lo capisco e temo che sia quello di un sistema costruito con l'unico fine di metterlo nel culo (per usare un francesismo) ai poveri cristi che non hanno altra scelta, che accettano di pagare un affitto che potrebbe, come cifra, essere tranquillamente un mutuo ma non hanno nessuna garanzia, nè in termini bancari nè in termini umani rispetto al futuro, per accenderne uno.

Rispetto ai piani le spese "extra" si sommano giorno dopo giorno, sempre più ingiustificate rispetto ad uno schema di analisi logico/razionale:

– Cambio intestazione bolletta/utenza del gas 103 euro

– Cambio intestazione bolletta/utenza dell'elettricità 30 euro

– Agenzia (dopo diverse discussioni e trattative) 400 euro

– Spese in marche da bollo per l'agenzia delle entrate 50 euro

Ma tant'è, e stringendo la cinghia si cerca di pagare e tirar dritto. Finisce anche che sull'acquisto del letto e del materasso ci si costruisca una cultura importante (e totalmente inutile) rimandendo intrappolati in una ragnatela inaspettata. Il letto devi comprarlo da Ikea perchè è l'unica che fa prezzi accessibili. Sul materasso ci sono molte altre opzioni, più sicure per prezzo e per qualità. Ma si da il caso che la catena svedese venda materassi, doghe e strutture letto che rispettano lo standard europeo in quanto a dimensioni, cioè la lunghezza è di 200 cm. In tutti gli altri negozi si trovano reti a doghe e materassi che seguono invece uno standard tutto italiano: 190 cm.

I tavolini "da fumo", quelli per capirci che si mettono in salotto, in mezzo ai divani, sono un prodotto a parte: costano un occhio della testa se sono carini, mentre la fascia economica è una sfilata di brutture improbabili che nessuno si metterebbe mai in casa. 

Ma questa parte, forse, riguarda più la fase 3, quella dell'arredo e della mania da shopping compulsivo per riempire la nuova tana di cianfrusaglie inutili che non potresti permetterti, e dato che sto per uscire e lanciarmi verso l'Ikea e verso il 2Link (negozio di design), vi rimando al prossimo post.

Stay tuned.

Ps 

ovviamente si accettano consigli di ogni genere!

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