Election night

“C’è una differenza non abbastanza significativa da spingermi ad avere fiducia in Obama come presidente, ma sufficiente a votare Obama e sperare che sconfigga McCain. Chiunque sia presidente, il fattore cruciale di un cambiamento è che nelle strade e nel paese ci sia una profonda mobilitazione sociale. Io suppongo che Obama potrebbe essere più sensibile di McCain a questa mobilitazione, dato che verrebbe da suoi simpatizzanti, dai suoi sostenitori che mostreranno la loro delusione manifestando.”

Oward Zinn su Carta

Leggo questo articolo mentre negli States sono già iniziate le operazioni di voto, attraverso strani marchingegni che immagazzinano il consenso attraverso schede forate, leve meccaniche, lanci di palline colorate ed altri mistici riti. Leggo mentre ci interroghiamo sull’ election night e mentre stiamo per occupare la facoltá di Lettere inciampando nei complessi non-meccanismi della democrazia partecipata improvvisata. Leggo e penso che se Zinn fosse stato qua nel duemilasei oggi potrebbe capire l’amaro che mi lascia in bocca questo deja vu.

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