“E che è ‘sto ibuk??”

Per decidermi mi ci sono voluti degli anni. Eppure già quando vidi il primo Iliad fra le mani del Ciocci ricordo di aver provato un'immediata fascinazione verso quell'oggetto così piccolo e sconosciuto per affrontare la sfida immensa che si proponeva d vincere: la sostituzione (o quantomeno la simulazione alla pari) del cartaceo. Per un lettore accanito sostituire la carta è un trauma a cui si rinuncia facilmente e volentieri. Il veicolo millenario della parola scritta è sopravvissuto ad attacchi ed innovazioni, digitalizzazioni ed informatizzazioni dei sistemi che si sono  sempre infrante contro lo scoglio delle certezze che la cara vecchia carta regala. Oltre alla sicurezza ci sono fattori centrali ed "ultratecnologici" come la sua portabilità, la (seppur relativa) leggerezza, e per gli appassionati anche un elemento un po' feticistico come quella sensazione restituita dall'odore di un libro, dalla carta che carezza i polpastrelli delle dita che la sfogliano, dal suono dei fogli che si sfregano.

Credo alla fine di essermi lasciato convincere, oltre che dalle discussioni dell'ottimo forum di Semplicissimus, dalla consapevolezza di quanto necessario fosse oggi vincere quella sfida. Aprire  alla tecnologia degli ebook, all' e-paper ed all' e-ink, significa costruire le condizioni per una rivoluzione totale in campo letterario che potrebbe avere la portata straordinaria di quella innescata dagli mp3 e dai DivX nel campo della musica e del cinema ma, purtroppo, le difficoltà ad innescarla sono probabilmente maggiori. In primo luogo c'è un affezionamento, come dicevamo prima, millenario alla carta. Mentre film e musica hanno spesso cambiato supporto (disco, musicassetta, cd piuttosto che videocassetta,dvd…) i libri, i giornali, le riviste, hanno sempre viaggiato su carta e le loro versioni digitali, quando ci sono state, erano piuttosto anticipazioni parziali che non versioni complete (quotidiani online per esempio) che offrivano un "consumo" tutto diverso. Oltre tutto ciò, esiste anche un problema di "conoscenza". Questi dispositivi, gli ebook reader, le tecnologie che usano, i sistemi su cui si basano ecc. (non che la loro stessa esistenza), sono completamente sconosciuti ai più. Non esiste ancora, come fu per gli mp3, un' attenzione mediatica capace indirettamente di favorirne la diffusione e, temo, non esisterà per molto tempo. 

Quando qualche giorno fa ho deciso per l'acquisto del mio (splendido) Cybook Gen3 ho telefonato a diverse librerie, mediastore, centri commerciali e negozi di informatica per conoscere le disponibilità. Le risposte sono state magnifiche. Si andava dal frequentissimo "e che è 'sto ibuk??" al "ma so i libri quelli musicali?" fino al creativissimo (e poco delicato) "ah, i libri pe' gli handicappati! No, no, 'un si tiene questa roba!". Approdato (fisicamente) al mediastore della Feltrinelli Ricordi di Firenze ho addirittura suscitato un vero e proprio shock nei commessi che "rischiavano" di avere un simile aggeggio dentro il negozio senza saperlo.

Finalmente ad una Feltrinelli poco distante sono riuscito a mettere le mani su questo gioiellino. Sottilissimo, sobrio, leggero come una piuma (174 grammi) e dalle dimensioni di un libretto qualunque. La custodia ha richiesto un po' di creatività, un bel foglio di cartonlegno, colla e tanta pazienza, dato che quella in vendita a cinquanta euro, dopo i duecentottanta per il dispositivo, mi sembrava, oltre che un po' anonima, anche decisamente TROPPO costosa.

Qualche minuto fa ho finito di scaricare il quattrocentesimo libro sulla memoria interna. Scaricato in .pdf e convertito in Mobi con Calibre, in pochi secondi. Mi sono costruito in qualche ora una libreria fatta di volumi che volevo da tempo e che non avevo mai acquistato, per il costo, o semplicemente per mancanza di liquidità (o perchè non si trovavano da nessuna parte). Scarico gratis i saggi di Foucault che in libreria costano 47 euro, i romanzi dell'Allende, di Evangelisti, di Fenoglio, che a comprarli tutti ci vuole un mutuo. 

E leggo. Leggo su questo piccolo gioiellino meglio di quanto facevo su carta, ingrandendo e rimpicciolendo i caratteri a mio piacimento, sistemando le impaginazioni scomode in un attimo, cambiando il carattere se quello predefinito risulta sgradevole. Leggo con tutto il conforto del mondo.

Non smetterò di acquistare libri ma mi dedicherò solamente a quelle edizioni "belle davvero", quelle da stropicciare e da annusare, da conservare in bella vista nella libreria, dopo aver divorato il contenuto, e da riprendere in mano, quando spolveri la costa, per gustare ancora qualche frase, qualche parola, qualche pezzettino quae là.

Per tutto il resto, c'è il mio Cybook. 

2 comments

  1. mario ha detto:

    Scarico gratis i saggi di Foucault che in libreria costano 47 euro, i romanzi dell’Allende, di Evangelisti, di Fenoglio, che a comprarli tutti ci vuole un mutuo.

    Da dove di grazia ?

  2. admin ha detto:

    Salve Mario,
    evito di pubblicare sul blog indirizzi espliciti ma cercando in giro su qualsiasi motore di ricerca potrai trovare centinaia di forum che aggiungono quotidianamente link pubblici da cui scaricare qualsiasi opera, comprese le su citate.

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