Disfunzioni di salvataggio

 

Qualche giorno fa avevo deciso di rompere questo pur involontario silenzio sul blog che dura da quasi un mese. Nel bel mezzo di una delle tante giornate caotiche, fatte di mille impegni e altrettanti imprevisti, con il reminder dell'agenda dell'iphone che continuava a squillare, mentre Zapata abbaiava da un'ora al gatto che lo prendeva per il culo dall'altra parte del vetro della portafinestra del giardino, mi ero deciso ad aprire la milleduecentocinquantatreesima tab su Firefox e a cliccare su quell' "aggiungi nuovo articolo" di cui non mi occupavo più da tempo. Peccato poi che Zapata abbaiando e scalpitando avesse staccato il caricabatterie dell'Iphone dalla presa, che a suon di suonare allarmini irritanti e suoni improbabili dei vari reminder esauriva inesorabilmente la batteria ponendo fine a parte dell'inquinamento acustico che saturava il già piccolo monolocale che abito e lasciandomi contemporaneamente privo di connessione giacchè l'adsl è un lusso di città e io sto online solo con un po' di tethering arrangiato. Morta la connessione, l'articolo appena scritto è rimasto vittima di un refresh automatico della pagina e di una falla nell'autosalvataggio di WordPress che ha conservato solo titolo e tag ma nemmeno una parola del corpo del testo.

Il dispiacere che da tutto ciò consegue mi impedisce di scrivere adesso un post, per esempio, sullo stupore che provo ogni mattina aprendo la finestra senza trovarmi davanti a casa le strade invase dai carri armati di qualche premier finalmente golpista alla vecchia maniera, e la tristezza nel veder uccidere la democrazia con molta più cura e altrettanta brutalità, ma in rete in questi giorni, di cose così, ne trovate a volontà.

Io aspetto di avere dieci minuti davvero liberi per fare la mia parte.

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