Contestazioni ombra

 

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Domenica sera, Siena, più o meno l'ora di cena. In Piazza Matteotti si stanno concentrando un po' di ragazzi e ragazze, sono una cinquantina. Seduti intorno ad un aiuola ridono, scherzano, si scambiano racconti di viaggi e vacanze di questa estate che deve ancora finire. C'è un' aria bella, si repira il profumo di qualcosa che sta tornando. E' l'odore della voglia di non abbandonarsi ad un Mondo che ci sta sfuggendo dalle mani, alle cronache sempre più disastrose di un paese alla deriva che vive la normalizzazione della barbarie ogni giorno sulla propria pelle, in mezzo alle strade, nelle piazze, sulle spiagge. 

Qualche centinaio di metri più in là c'è una Fortezza costruita nel 1500 che per secoli ha protetto il potere ed i potenti, la loro ricchezza, la loro arroganza. Oggi ne ospita proprio l'arroganza e la dissimulazione in una fiera che qua non rappresenta altro che il monumento ad un modello di gestione del potere tanto vecchio e testato quanto agghiacciante. Dentro uno dei bastioni, nascosto all'esterno dall'assordante gracchiare degli altoparlanti della tombola e dalle mille luci colorate degli stand pubblicitari, c'è un uomo che in diciotto mesi di governo ha imbastito una campagna disumanizzante nei confronti del corpo studentesco, disegnato come un'accozzaglia di piccoli registi ed aspiranti pornostar, di bulli psicopatici e tossici in divenire, che nessun diritto avevano da reclamare dentro scuole che avrebbero dovuto trasformarsi in centri di prima accoglienza per la cura e la gestione di una malattia che si chiama "non-omologazione" e che andava attrezzandosi con task-force congiunte costituite da poliziotti e professori, con i drugtest e le telecamere anche dentro i bagni, ad affrontare la trasformazione finale. 

Un uomo che, nei panni di Ministro dell'Istruzione,ha fatto ciò che nemmeno la Moratti aveva osato: la cancellazione unilaterale di due articoli dello Statuto degli studenti e delle studentesse in risposta alle grandi mobilitazioni del 12 ottobre.  Un uomo che si chiama Giuseppe Fioroni e che adesso vorrebbe parlare da responsabile organizzazione del PD fingendo che quei diciotto mesi siano esclusivamente il prodotto fantasioso di menti malate.

Quando superiamo il cancello e la grande scritta che lo sovrasta "Festa de l'Unità per il Partito Democratico", vedo molte facce contrarsi in smorfie di disappunto o di preoccupazione. Ad un signore distinto, in giacca e cravatta che credo sia un dirigente della Margherita, scappa anche una sostanziosa "porca Madonna" poco in linea con il corteggiamento all'elettorato cattolico messo in campo dal PD. 

Ci sediamo nel terrazzo che ospiterà il dibattito: ci saranno in tutto sessanta, settanta sedie. Occupiamo praticamente mezza platea e ne abbassiamo drasticamente l'età media che, tolti noi, si aggira intorno ai sessanta. L'onere e l'onore di moderare questa interessantissima discussione tocca a Carolina Persi, ex coordinatrice della Sinistra Giovanile, ora, credo, membro della segreteria del PD. Spiega come l'impegno dei tanti volontari abbia permesso il successo di questa grande festa (?) e racconta della scoperta di "un nuovo modo di fare iniziative che prevede l'interlocuzione con il pubblico". C'è da gioire. Quando passa la parola ci alziamo chiedendo di poter salutare il mega-Beppe nazionale che, magari, sentirà un po' la mancanza del calore degli studenti e delle studentesse. 

Al tavolo dei relatori l'incazzatura è palese e ben sintetizzata nell'espressione facciale del segretario cittadino del PD che spiegandoci che siamo dei maleducati (salvo "assolverci", giuro, questa mattina sui giornali locali) si tiene stretto il microfono fra le dita. Fioroni è imbarazzato ed ascolta impassibile il nostro intervento fino a che l'applauso che parte dalla platea non gli fa emettere un grugnito di disappunto. 

Noi ci spostiamo, mettendoci sulla porta in attesa di una risposta. E cosa potrà rispondere un ex ministro dell'ex centrosinistra davanti a più di cinquanta ragazzi che in un una città piccola come Siena riescono ad organizzarsi, il 24 di agosto, per andare a spiegargli che (soprattutto) nelle politiche sull' istruzione non esiste centro-destra e centro-sinistra ma che (almeno) da dieci anni c'è una continuità palese nella strutturazione della proposta politica sulla riforma della scuola? 

Semplice, risponderà che i casi sono due: o lui ha visitato solo scuole particolari oppure noi andiamo a scuola su Marte! La risposta al quesito mi sembra banale…

"…dentro al palazzo non ci sono più voci dissonanti. Nelle strade il nostro grido risuonerà come il boato capace di scuotere il mondo!"

 

4 comments

  1. mikecas ha detto:

    Fioroni, nel suo bene e nel suo male, e’ stato un ministro dell’Istruzione estremamente migliore dei suoi predecessori, Moratti o Berlinguer che siano….
    Questa constatazione dovrebbe di per stessa far pensare…. e molto…..

  2. admin ha detto:

    Forse perchè ha avuto un po’ meno tempo per far danni ma la campagna diffamatoria che ha lanciato contro il corpo studentesco non ha precedenti…

  3. mikecas ha detto:

    forse se lo meritavano…..
    🙂

  4. admin ha detto:

    certo, o forse come ha detto fioroni, sono gli studenti a vivere su marte, a non capire la bontà di esser trattati come criminali, controllati da telecamere anche in bagno, sottoposti a drug test…

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