Condomini protestanti

Ah, la campagna: i bambini giocano, i ragazzi amoreggiano e i vecchi… ROMPONO I COGLIONI.

Allego sotto, senza altro commento, questo interessante scambio di opinioni. Il primo è il biglietto che ho trovato affisso alla mia porta stamattina alle otto. Sotto c'è la mia risposta.

 

 

 

 

Cari,
rispondo nell’unico modo datomi alla lettera che ho trovato affissa, come le famose tesi luterane, sulla porta del mio appartamento, benché la modalità non sia riuscita a garantire l’alta analisi dei contenuti come accadde invece per le suddette tesi. Per la consegna invece mi avvarrò di due straordinarie e non recentissime invenzioni: la cassetta della posta e la busta da lettere, che da più di un millennio garantiscono discrezione all’umanità intera rispetto alle proprie corrispondenze, cosa importante soprattutto per chi la discrezione vorrebbe addirittura insegnarla, come l’autore o gli autori della lamentela che ho ricevuto.
Se ho ben capito il centro del dibattere dovrebbe svilupparsi attorno alcuni miei atti o atteggiamenti evidentemente rumorosi che risultano (cito) “spiacevoli e volgari” anche in considerazione della presenza di pargoli, siano essi rinchiusi nelle proprie case o giocosi e vocianti a correre e giocare nella corte interna (magari avvertendo anche della propria attività i disinteressati inquilini del piano terra attraverso simpatiche pallonate sulla porta e sui vetri).
Ebbene: sulla rumorosità non voglio porre dubbi: se qualcuno si lamenta, qualcuno avrà sentito. Certamente me ne dispiaccio, anche se la distanza temporale che ci separa dal medioevo storico non mi costringe a sensi di colpa di origini morali. Sulla responsabilità che dire? Me ne assumo volentieri una parte se insieme alla mia ci mettiamo un’evidente (se i fatti vi danno ragione) carenza insonorizzante dei muri (se calcoliamo che fra il mio letto e la porta di ingresso ci saranno almeno quindici metri quadri, quindi una stanza, e se fosse vero che mi si sente in cortile, c’è qualche problema strutturale davvero preoccupante). Se a questo uniamo anche che l’appartamento che occupo consta di un unico locale, capirete bene che anche le contromisure da adottare si riducono drasticamente.
Sulla natura degli atteggiamenti, cioè “spiacevoli e volgari”, secondo la lamentela (e secondo il lamentante) potrei aver da dissentire. Soprattutto se si arriva a sentirsi in dovere di precisare che il Podere le Casacce “è un condomino e non una casa di…”(cit.).  Vedete: io sono pronto a dibattere con chiunque ne abbia voglia la natura di tutti i comportamenti sociali e vorrei farlo al più presto con voi, per poter capire di più dell’umana complessità.
Se ho ben interpretato i punti di interpunzione della frase sopra riportata ci si riferisce ad atteggiamenti naturali che dovrebbero far parte della normalità di qualsiasi individuo sessuato e che poi il bigottismo di alcuni snatura al punto tale da ritenerli addirittura volgari e pericolosamente lesivi per una forma di pedagogia indiretta. Bene, se di questo si tratta, vorrei far presente che di musiche simili, ovviamente, anche io ne sento un po’, dal mio appartamento; magari non tutte suonate con lo stesso entusiasmo e con la stessa frequenza ma sulla tipologia non c’è dubbio alcuno. Ebbene, per quanto io sia convinto che la sfera intima debba rimanere tale, con tutto ciò che la compone,ritengo anche di potermi non allarmare se capto qualche suono che potrei ricondurre in quella direzione.
Per quanto riguarda invece le giovani menti della prole in formazione, già che ci siamo, vorrei far presente molti altri atteggiamenti, quelli si volgari e spiacevoli, che pure sembrano non turbare il pubblico decoro e che invece turbano oggettivamente più dei sopra riportati i percorsi formativi e la crescita di chiunque vi sia sottoposto. Con chi vorrà disquisirne sarò più che lieto di affrontare qualsiasi conversazione, magari faccia a faccia con tutta la civile educazione di chi preferisce un’interlocuzione diretta agli sterili monologhi scritti affissi in qua e là.
Ciò detto chiudo questa mia scusandomi per la lunghezza e, in caso, per la forma, ma credo che anche la cura del linguaggio con cui traduciamo in parole i nostri pensieri sia un’importante metro della civiltà di ognuno.  Mi scuso anche se fra i destinatari qualcuno si sentirà ingiustamente tirato in causa, ma la firme collettive, come si sa, spesso rappresentano più una pretesa che una realtà. Ovviamente ho inviato copia di questo scambio alla signora Tani, proprietaria dell’appartamento che occupo, che a sua discrezione provvederà ad informare di quanto accaduto anche l’amministratore del condominio. Per parte mia mi auguro di poter continuare lo sforzo che sto facendo per leggere quanto mi è stato comunicato in forma bonaria, perché capirete che se la lente usata fosse differente la cosa potrebbe in più passaggi risultare molto offensiva nei miei confronti, ma voglio pensare che questa discussione possa assumere tratti più corretti di quanto sia successo fino ad ora e non continuare su un binario che mi costringerebbe a spostarla in luoghi ben più seri e formali.

In allegato trovate ovviamente anche una copia della vostra lettera.
Ringraziandovi,
pongo distinti ma cordiali saluti

Xxxxxxxxxxxx xxxxxxxxxxxxx

PS
Per ogni evenienza potete contattarmi al 393-xxxxxxxx o bussare alla mia porta.

 

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2 comments

  1. Ciocci ha detto:

    una risposta ineccepibile. tienici aggiornati degli sviluppi, che secondo me saranno divertenti.

  2. Alessandro ha detto:

    Non renderei il buon servizio a cui aspiro se non vi tenessi aggiornati 😉 da stamattina alle otto e mezzo fino ad adesso diverse telefonate e qualche visita serale hanno diradato un po’ della nebbia pretenziosa che circondava la lettera che ho ricevuto. Il condominio, inquilin* dopo inquilin*, si sta dissociando da quanto accaduto. La scrivente era l’unica condomina ad “accordarsi” (con se stessa) su tale iniziativa. Le tante chiamate e le parole di chi è passato da qua mi hanno ricordato perchè mi sono innnamorato di questo luogo.

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