Come tanti Peter Pan

 

Come tanti Peter Pan abbiamo bisogno dei"pensieri belli"per trovare il coraggio di spiccare il volo verso la Sinistra che non c'è…

Sorvolando (su) Napoli con gli Offlaga in sottofondo.

Il 21 Luglio del 2001 quando Genova fu invasa dalla società reale. Quando duecentocinquantamila persone risposero alla repressione più brutale messa in campo dal Governo Berlusconi. A mani alzate. Testa alta. Cuore gonfio.

Il Social Forum Europeo del 2002, a Firenze. Ci saltava il cuore in gola per ogni rumore dentro i dormitori dell'Ippodromo. Gli sguardi andavano preoccupati al cielo per ogni elicottero. Eppure eravamo lì, un milione di corpi in festa raccontavano un mondo migliore. E dalle finestre, dai portoni dei palazzi, fiorentini di ogni età ci ringraziavano, ci salutavano, ci abbracciavano. Un signore sull'ottantina mi fermò mentre passavo davanti al suo portone, mi sette un succo di frutta alla pesca, come quelli che mi dava mia nonna per merenda quando tornavo dall'asilo. E ci sentivamo a casa.

Le manifestazioni contro la guerra.

Il 15 febbraio del 2003. Roma. Cinque milioni di persone in un corteo fermo perchè non aveva più spazi da riempire. Centodieci milioni in tutto il mondo facevano quello che stavamo facendo noi. Il mondo era la nostra casa.

La notte del primo bombardamento americano su Baghdad ci svegliammo in molti. I cellulari accesi, gli sms sui display. All'alba eravamo già in piazza, la città bloccata e l'arcobaleno colorava ogni cosa.

La prima occupazione, il 1999 contro la riforma Berlinguer. Il primo volantino letto apena mentre correvo sotto a quel terrazzo. Ed ogni volta era come iniziare una rivoluzione. 

La prima megafonata ad un corteo, quei dieci secondi di silenzio e poi la voce che esce da sola, automatica, un fiume di parole che quando si esaurisce ti spaventa un po'. Ma non hai tempo per la paura, nelle orecchie risuonano già le urla, i cori, il ruggito collettivo. Tenero e potente, al tempo stesso.

La prima denuncia appena fatti diciotto anni. Ti senti quasi un po' importante. Poi la seconda, la terza, la quarta. E mai la paura, perchè sai di aver ragione. E sai che ne vale la pena davvero.

La locandina del giornale del giorno dopo che ti hanno denunciato: "bloccheremo la città" c'è scritto. E in bocca ti si disegna un sorriso stupendo. 

Il settembre del 2005. Le Farfalle Rosse che escono dal bozzolo. E l'eminenza grigia del Vaticano, Monsignor Ruini, immenso, intoccabile, che, anche se solo per un attimo, si scompone davanti ad un gruppo di sognatori che non riesce a stare zitto. 

Come questi ce ne sono tanti di ricordi belli. Pensieri felici per tornare a volare. Da un po' di tempo si sono fermati e noi stiamo ingrassando su questa terra malata. Ritroviamo il coraggio.

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