Come al tramonto una famiglia in Ramadan

 

Secondo giorno di attacchinaggio, meno 15 giorni alle elezioni. Sono le 3.21 e sono appena rientrato in casa. Serata passata con un secchio di colla in una mano ed una scopa nell'altra, aggirandoci fra i manifesti di una campagna elettorale che qualcuno definisce "sotto tono". La sensazione invece è che il sistema di uniformazione del pensiero sia così tanto permeante nella quotidianità da inibire qualsiasi capacità di scorgere l'alterità e l'alternativa. I "discorsidaparcondicio", gli interventi di due/tre forze politiche passati nei vari tg in un unico servizio, spariscono dentro il bombardamento dell'informazione a senso unico: dal processo Mills ai respingimenti, fino al G8 dei rettori, ogni argomento è narrato in perfetto stile da cinegiornale di regime. Accade allora che l'unico intervento del segretario del maggiore partito non-al-governo (chiamarlo di opposizione in questo quadro mi sembra ridicolo) degno di esser riportato dai mass media sia l'invito a cena a Veronica Lario. E accade anche che in mezzo a tutto ciò la presenza di Nichi Vendola a Ballarò si trasformi in una favolosa ventata di aria fresca in questo deserto soffocante.

Noi la nostra concretezza, la nostra realtà in questa rappresentazione di gossip e finzione, la troviamo anche nella colla che si appiccica alle mani e ci insozza i vestiti. La ritroviamo quando rientriamo in sede a notte fonda e non ci neghiamo una sigaretta e mille risate, quando pratichiamo la convinzione dell'importanza del nostra capacità di restare insieme in un mondo fatto di mille solitudini indotte.

 

"e di notte torna il fuoco, il clan, uniti come al tramonto una famiglia in Ramadan"

Assalti Frontali.

 

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