Ciao scuola. Ciao ciao ciao.

 

Nei corridoi le voci si rincorrono frenetiche, la tensione dell'aspettativa è nell'aria: finalmente una proposta seria di riforma della scuola italiana. La ricetta è originale, firmata "ministra Gelmini". Reintroduzione delle divise scolastiche: fra i banchi siamo tutti uguali. Poi va da se che sono regolari anche i grembiulini firmati, cosa volete che il figlio di un operaio venga confuso con il figlio di un dottore? Non scherziamo. Non prendiamo sotto gamba rischi simili, siam gente seria noi, temprati dai venti del nord, lavoro sodo e vita regular! E così è anche per questo che ci siam decisi a toglier dalle balle tutte quelle barriere alle scuole private. Ci siam detti: "perchè tentare di metter sullo stesso livello private e publiche? Meglio cancellare le pubbliche, trasformiamo tutto in fondazioni e ghe va che è un piaser! Il figlio del Dottor Neri mi va alla privata seria, di classe, pulita ed efficiente e il figlio dell'operaio Rossi, quello sozzone, se ne va nella scuola sfigata, senza riscaldamento e con le classi sovraffolate. E bada ben che dura al massimo fino a sedici anni, poi a lavurare!! Che l'obbligo scolastico l'abbiamo abbassato apposta, no?! E con i poveri fuori dalle balle, stronzi e ignuranti come Dio comanda va' tranquillo che non saranno i piccolo borghesi ribelli ad alzare la testa: quei pochi che saranno sfuggiti alla macchina rincoglionitrice Richmond/ParisHilton/GrandeFratello non supereranno mai il primo anno. Che studino pure, i coglioncelli. Cinque in condotta e la bocciatura vien da se. Quale scuola delle 3 "i"? Quale informatica, impresa ed inglese, MORATTTTTIIII??? Quali campagne anti bullo, bullino, bullone, FIOROOOOONI??? Questa è la scuola vecchio stampo, quella che il sessantotto lo cancella davvero. E già che ci siamo via anche il 48, 47, 46, 45, 44, 43 …. ecco, una bella scuola stampo ventennio, che mi far sentir giovine: ordine, disciplina e omologazione.

Assicurato Gelmini!

"…giunti davanti alla barricata vidi una donna anziana, seduta su una sedia che lavorava a maglia mentre badava a quella barriera fatta di ogni tipo di rottame. Anche lei resisteva alla brutalità della polizia e poteva esser mia nonna, così le chiesi perchè faceva tutto questo. Mi rispose: -Quelli che vengono uccisi dai soldati e dai poliziotti sono insegnanti, capisce? Mi hanno insegnato a leggere e a scrivere. Chi spara vuole uccidere chi mi ha strappato all' ignoranza. Vogliono uccidere anche me.-"

Cronache da un Messico in Fiamme

3 commenti su “Ciao scuola. Ciao ciao ciao.”

  1. “Quelli che vengono uccisi sono insegnanti”. Quelle che vengono distrutte sono le conquiste di decenni di battaglie. Spero che continueremo a batterci

  2. bellissima il post…….mi hai fatto ridere………..e la citazione è veramente bella……….ciaooooooooooooooooooo

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