Rabbia e amore, perchè muovono il Mondo. Rabbia e amore perchè adesso ce ne è davvero bisogno. Senza rimane solo l'indifferenza in cui anneghiamo ogni giorno, che ci spinge davanti al baratro che solo in pochi guardiamo spaventati. In questo blog non ci saranno risposte. Solo il tormento dubbioso di chi ogni giorno muove i suoi passi cercando le giuste domande.

Bavagli

Il Senato vota la fiducia su un altro tassello del muro di vergogna che circonda questo paese. Il Partito Democratico abbandona l'aula. L'IDV occupa l'aula. Fuori da Palazzo Madama gente, bandiere, cori che intonano "Bella Ciao". Su internet la protesta. Qua fuori tutto tace.

Di certo, oggi leggere le pagine delle edizioni clandestine de "L'Unità" (1927-1942) fa davvero impressione. 

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Gioco a perdere

 Lo so, – proseguì il sindaco con un sospiro – un tempo eravamo diversi. Ma anche il mondo era diverso. Quindi abbiamo dovuto essere diversamente diversi. Ascoltatemi. La destra ha voluto questo paese più ignorante, più irresponsabile, più corrotto, più culturalmente misero. Ebbene, la sinistra ha risposto con una mossa concreta. Ha tolto a voi, a tutti, la vergogna di essere ignoranti, irresponsabili, corrotti e culturalmente miseri. Vi ha spiegato che potete essere proprio come loro. Potete vedere le loro stesse trasmissioni televisive, parteciparvi, non leggere, non istruirvi, prendere tangenti, restare al vostro posto quando siete inquisiti. Potete essere, quando arrivate al potere, forti coi deboli e deboli coi pettoruti. Perché, a differenza di loro, voi sapete cosa siete e quindi potete tornare indietro quando volete. Perché il vostro ordine non è il loro, anche se usate le stesse ruspe, la stessa polizia, gli stessi pregiudizi. Quindi, votateci!
– Ma non ci sono mica le elezioni – disse Ispido.
– È vero, scusatemi, mi sono lasciato trascinare. Allora, siete con me?*

*da Pane e Tempesta di Stefano Benni

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La mamma dei rivoluzionari è sempre incinta

 

"Fidel di nome ma non di fatto" e "la mamma dei rivoluzionari è sempre incinta". Volevo scrivere un post che doveva iniziare più o meno con qualcosa del tipo: "giuro che in questo mondo mi ci sento un po' a disagio…". Poi mentre aprivo Firefox, dalla televisione sento sputare le due frasi di cui sopra. Due perle magiche di un servizio di Studio Aperto in cui si sosteneva l'infedeltà promiscua di Fidel Castro, spiegando per filo e per segno tutti i presunti flirt del lider maximo da cui avrebbe avuto figli più o meno illegittimi. E mi è passata la fame.

Mi capita sempre più spesso di trovarmi vicino ad un televisore a quest'ora e, non si sa bene come, Studio Aperto è sempre lì in agguato. Il problema è che anche cambiando canale le cose non migliorano, il più squallido dei Tg mediassettiani ha fatto da capofila avanguardistico nella gossippizzazione (che cazzo di parola sarà mai!) della non-informazione del Paese. Anche il tg4 del grande Emilio Fede impallidisce davanti alla potenza di fuoco del telegiornale di Italia1. Lontani dal ricordo delle bandierine leccaculistiche del direttore del TG4, i concorrenti del canale gciovane (!) trasformano mezz'ora di stronzate in uno splendido servizio di chilleraggio che nemmeno il buon Feltri arriverebbe a tanto.

Qualche giorno fa un servizio raccontava di come Benigni, Celentano e la stragrande maggioranza dei firmatari dell'appello per la libera informazione lanciato da Repubblica dovesse in realtà starsene zitta zitta a godersi gli stipendi e gli ingaggi ricevuti da Mediaset e dalla Rai nel tempo, senza star tanto a lamentarsi che, si sa, con il portafogli pieno fa troppo radical-chic. Poi è toccata alla Borromeo che, siccome ha lo Yacht, è inutile che rompa i coglioni con questi barconi dei clandestini trattati in modo disumano, non son cazzi suoi. E via così, un vestitino per ogni voce leggermente fuori dal coro.

E tu pensi che è una vergonga, ma in fondo è Studio Aperto. Poi una mattina ti svegli e scopri che su ogni canale stanno trasmettendo la messa per i sei militari morti in Afghanistan. A reti unificate. E nelle scuole i ragazzi e le ragazze vengono portati nelle aule video, dove con patriottico cordoglio, sono costretti a guardarsi tutta la messa, con qualche voto in più, magari, per chi si commuove pure. Se invece ti provi a dire qualcosa, a spiegare che questa pagliacciata protofascista non fa proprio per te, a fare qualche obiezione, magari banalmente anche sul fatto di doversi subire una funzione cattolica dentro un edificio pubblico durante un momento che dovrebbe esser riservato a tutt'altra funzione (formativa), diventi anti-italiano, sei contro "i nostri eroi" ecc. ecc. Ti accorgi che molti (quasi tutti) studenti che hai visto l'anno passato ad occupare le scuole, a costruire manifestazioni difficili in un clima assurdo, sono stati bocciati con ragioni improbabili. Ne vedi alcuni abbandonare gli studi. Pensi che alla fine questa destra ce l'ha fatta.

Le ultime immagini che mi scorrono in testa, mentre la voglia di chiudere questo post si fa angosciosamente pressante, hanno due origini separate, ma non si incontrano solo nella mia mente. 

La prima è una scena di un film bellissimo, V per Vendetta. La propaganda violenta sputata urlando dal palco di un comizio di fronte ad una platea plastificata che si muove a comando, la voce narrante che racconta il declino attraverso la mutazione del vocabolario comune. 

La seconda è la Festa Nazionale della Libertà, sul palco, davanti alla stessa platea plastificata, c'è Silvio Berlusconi. Urla. "Questa opposizione noi non la vogliamo, il nostro Paese non la vuole. Vergogna, vergogna, vergogna!". E ancora "Governeremo per sempre!".

 Appunto. 

Le immagini di People of Wal-Mart mostrano i resti della società dell' Armata del bene, come la chiamava Bush. Prima suscitavano in me compassione. Oggi mi preoccupo mentre ci riconosco il futuro sbiancato e malaticcio di ciò che mi circonda.

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Ho paura

 

Ho avuto paura stamattina. Una paura vera, gelida, folle, che lambiva il terrore vero e proprio.

Ho paura quando leggo che un trailer di un film-documentario sul modello della gestione del monopolio mediatico nel nostro paese prende vita dentro la sua esclusione dai media stessi, dalla tv di stato, dai canali generalisti, perchè "è un film contro il governo".

Ho paura quando muoiono decine di persone perchè il loro barcone non è stato soccorso, abbandonato in mare dall'insensibilità disumana e nel mondo da leggi assurde che disegnano un pensiero violento e brutale che riporta le menti a tempi lontani che si avvicinano ogni giorno di più. Mi fanno paura le parole delle dichiarazioni dei governanti che trasformano l'assassinio in visione politica d'insieme, in "politiche per l'immigrazione", in modello di società. E peggio di loro gli amministratori locali, sindachetti desiderosi di vestire ancora il costume da piccolo sceriffo, segno di un' infanzia rubata, che non disdegnano mai una frase becera e una chiamata alle armi, a prescindere ormai dal colore della cravatta che vestono sotto i loro vestiti firmati. C'è gente che muore in mare per fuggire dalla fame e dalla violenza verso una civiltà che non può più dirsi tale,che difende un'immagine falsa di se con così tanta fame di violenza da rinnegare se stessa in ogni momento.

C'è un pensiero che è scomparso e che costruisce un vuoto immenso e tragico: è il pensiero altro e diverso senza il quale questo fiume di miseria non potrà mai cambiare direzione.

Tremo davanti alle immagini di Gianfranco Fini alla festa del PD, applaudito come il miglior candidato possibile all'opposizione di un paese che non si oppone più. Piango, davanti all'applauso che quella platea regala all'ex presidente di Alleanza Nazionale quando questo si dice fiero ed orgoglioso della sentenza della Corte d'Appello Europea che dichiara Mario Placanica innocente per aver agito per legittima difesa e stende un altro velo, ancor più spesso ed ancor più scuro, sulla mattanza di Genova.

Ho paura. E non so rassicurarmi.

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Come al tramonto una famiglia in Ramadan

 

Secondo giorno di attacchinaggio, meno 15 giorni alle elezioni. Sono le 3.21 e sono appena rientrato in casa. Serata passata con un secchio di colla in una mano ed una scopa nell'altra, aggirandoci fra i manifesti di una campagna elettorale che qualcuno definisce "sotto tono". La sensazione invece è che il sistema di uniformazione del pensiero sia così tanto permeante nella quotidianità da inibire qualsiasi capacità di scorgere l'alterità e l'alternativa. I "discorsidaparcondicio", gli interventi di due/tre forze politiche passati nei vari tg in un unico servizio, spariscono dentro il bombardamento dell'informazione a senso unico: dal processo Mills ai respingimenti, fino al G8 dei rettori, ogni argomento è narrato in perfetto stile da cinegiornale di regime. Accade allora che l'unico intervento del segretario del maggiore partito non-al-governo (chiamarlo di opposizione in questo quadro mi sembra ridicolo) degno di esser riportato dai mass media sia l'invito a cena a Veronica Lario. E accade anche che in mezzo a tutto ciò la presenza di Nichi Vendola a Ballarò si trasformi in una favolosa ventata di aria fresca in questo deserto soffocante.

Noi la nostra concretezza, la nostra realtà in questa rappresentazione di gossip e finzione, la troviamo anche nella colla che si appiccica alle mani e ci insozza i vestiti. La ritroviamo quando rientriamo in sede a notte fonda e non ci neghiamo una sigaretta e mille risate, quando pratichiamo la convinzione dell'importanza del nostra capacità di restare insieme in un mondo fatto di mille solitudini indotte.

 

"e di notte torna il fuoco, il clan, uniti come al tramonto una famiglia in Ramadan"

Assalti Frontali.

 

anche su www.nonleggerequi.org

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