Rabbia e amore, perchè muovono il Mondo. Rabbia e amore perchè adesso ce ne è davvero bisogno. Senza rimane solo l'indifferenza in cui anneghiamo ogni giorno, che ci spinge davanti al baratro che solo in pochi guardiamo spaventati. In questo blog non ci saranno risposte. Solo il tormento dubbioso di chi ogni giorno muove i suoi passi cercando le giuste domande.

Viewing Archive for dicembre, 2009

Buoni propositi per l’anno nuovo

  • Riprendere una linea non dico decente ma che mi allontani almeno un po' dalla silouette stile-Amendola che sto assumendo. Valuto corsa, qualche esercizio addominale e persino (ipotesi MOLTO remota) un po' di palestra;
  • Far finta di studiare un po' (almeno fingere per bene) o escogitare trame e complotti validi al fine del conseguimento di una laurea;
  • Riallacciare un po' di relazioni perse nei meandri della follia politicamente iperattiva degli ultimi dieci anni (sì, l'ultima cena degli auguri di Input un po' mi ha scalfito);
  • Portare Zapata a quel bellissimo Dog Wash fai-da-te che il gentil quadrupede devasterà infilando me in vasca e seminando panico e terrore fra gli altri utenti;
  • Levarmi dai coglioni per qualche giorno per un simpatico viaggetto dopo un anno passato a gozzovigliare nei pressi di casa mia (che poi è in mezzo alle Crete, quindi non è che è andata male);

Qui mi impegno solennemente (tanto in caso ci sono sempre le smentite senza alcun pudore) a portare a termine almeno quattro dei cinque precedenti punti. Per adempiere a tale gravoso compito, dal cinque di gennaio, me ne vado a fare un giretto a Istanbul… Evvai!

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Fine anno

Ogni volta che mi sono trovato davanti al mio macbook negli ultimi giorni, ho sempre rimandato la scrittura di questo post. Eppure, arrivati a tre giorni dalla fine dell'anno, appare drammaticamente il termine ultimo. 

Va di moda fare un bilancio dell'anno che sta per finire, roba seria, più e meno, qualche cazzata qua e là. Ma questa vola proprio non ci riesco. Ogni volta che mi guardo indietro vedo un tunnel lunghissimo, la sua luce fioca, i passi più importanti fatti al suo interno ancora offuscati dall'instabilità cronica che ha segnato questo duemilanove. 

Sarebbe più facile un racconto a ritroso, da incominciare con il biglietto giocato di Win for Life che ho in mano, dall'albero di Natale che dopo vent'anni mi sono ritrovato a fare con il primo barilone di palline comprato alla COOP, brutte come la morte ma sufficienti ad aiutarmi a giocare quest'atto di sedentarietà. Dal giretto a San Marino, che rimane sempre uguale, forse un po' più mignotta con le sue mille luci e la paccottiglia in bella vista che richiama acquirenti inebetiti affascinati da tutto e dal "troppo" che abbonda in ogni vetrina. Da quella Rimini di inverno triste e affascinante. Decadente. Dall'incontro con l'albergatore gentile e confuso, divorato da una solitudine stagionale forse troppo costante dentro la sua vita. 

Ma sì, perchè no? Camminiamo al contrario, dalla casa venduta, quella in cui dieci anni fa esatti ci trasferimmo con la mia famiglia, ma io qualche giorno prima, a vivere un'indipendenza che mi fece sognare. Per sei giorni. In mezzo agli scatoloni. Poi c'è la casa comprata, quella per mia madre e mia nonna. E la casa che sto cercando di comprare, la mia. Quella di cui sono innamorato, che sogno la notte, che mi sembra un' isola in questo mare in tempesta, che vorrei addobbare, arredare, riempire, annusare, vivere, ascoltare, abbracciare. I mille cavilli, la burocrazia di mutui e contratti, le attenzionichenonsonomaiabbastanza. Prima ancora i mille annunci incontrati sui giornali specializzati, raccolti in cartelline, in cartelle più grandi, accatastati sulla scrivania. Le visite alle case ed ogni visita un sogno, una recita, il tentativo di immedesimarsi nella copertina per capire come sarebbe potuto essere il racconto da là dentro. Visto dal giardino della casa che qualche mese prima mi ero preso in affitto tutta questa frenesia appariva bella. Impegnativa, ma bella. E Zapata è un ottimo compagno con cui condividerla. La condivisione seria invece è spettata alla povera Eli che mi ha sopportato e supportato in ogni passaggio, sorbendosi ogni ansia, indecisione, sclero e incazzatura, e per questo non potrò mai spiegarle fino in fondo la mia gratitudine e quanto la amo.

Ma proseguiamo.

La Zafirona ha sostituito la mitica Fusion, compagna di mille giorni e mille viaggi: il pachiderma a metano contro la Uav scattante è una rivoluzione. Anche piacevole.

Sfoglio le foto sull'Iphone che si è vissuto con me tutto questo lunghissimo anno e trovo un'estate fatta di piscina e grigliate, di corse con Zapata e mangiate in compagnia. Giugno finiva con una cena assurda a Poggibonsi, con l'intero ristorante sequestrato da un'orchestrina terribile che pretendeva  la partecipazione degli astanti. Era iniziato con un trasloco impossible, con l'auto piena e i fratelli di sempre a montare mobili ed improvvisarsi elettricisti in una casetta stupenda sommersa da chili di sporcizia accumulata che richiese una pulizia ininterrotta di quattordici ore per esser scacciata (e ancora grazie Eli…).La foto dell'ultima sigaretta fumata, Alissa che cresce, i panorami stupendi, le riunioni impantanate di una sinistra già ferma dopo un'altra tornata elettorale in cui, seppure a stento, eravamo riusciti a sopravvivere. 

Di quel tentativo parlano le immagini della 500, tutta addobbata e stracarica, che gira per la provincia. Le serate passate ad attacchinare manifesti e concluse con una birretta a tarda notte, sporchi di colla fino alle ginocchia, per farci le ultime due risate in compagnia. Poi l'Aprile dell'Abruzzo, del terremoto, della voglia di andare. Il campo di Coppito, la notte al gelo accanto al braciere, le scosse continue, il silenzio spaventoso dell'Aquila deserta.

Le foto al buio dell'accampamento in federazione, le cene al lume di candela per romanticissima mancanza di luce (staccata la sera stessa), le riunioni fiume, hanno una sola costante: i sorrisi sulle nostre labbra la voglia di crederci ancora. E pensare che seguono a ruota le immagini di Chianciano, della scissione, della rottura con un pezzo di esistenza che, per qualcuno (per me per esempio), durava da undici anni.

Il primo set di foto scattate nel 2009 ci ritrae insieme: Io, il Canna, il Ciocci, Samu, Carolina, la Cioce, Ire, il Minu e il Tanga (Luchino???). Forse c'era anche l'Avellinese desaparecido nascosto in qualche angolo. Forse, ma non ci giurerei, anche Davidone, andato via qualche minuto prima degli scatti. Ridevamo come pazzi, davanti a birre immense che bagnavano una serata stupenda fatta semplicemente di NOI. Quel NOI che abbiamo costretto a passare sotto il tritacarne così tante volte da non ricordarcelo più e che ha vissuto quest'anno come il più difficile da quando ha preso forma. Quel NOI che nel bene e nel male, magari sempre a pezzi, magari un po' malandato, riesce a venirne fuori anche questa volta e che è la cosa più straordinaria che abbiamo da conservare.

GRAZIE. 

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Trova l’errore

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Marchetta @ UBI BANCA

Inizio la marchetta quotidiana tralasciando accuratamente la tristezza che fanno tutti i luoghi comuni riprodotti in questa campagna di UBI Banca nel tentativo di sembrare "CCIOVANE!" e magari anche "trendyealpassoconitempi". Idea di restyling a parte (che poi non si capisce bene perchè nel 2010 [sì ormai ci siamo] si debba pensare che un giovane veda le banche come una cosa "lontana") l'azione di fondo è ottima: uno va in banca, si fa una cartina prepagata UBI (che tanto, nonostante tutti gli orpelli delle pubblicità sono TUTTE drammaticamente uguali l'una all'altra) e questi ti regalano un buono di 50 euro (dico, cinquanta eurozzi che in periodo natalizio con necessità di fare regali sono una manna dal cielo) da spendere nei negozi Mediaworld e Saturn dove hanno più o meno tutto quello che un tecnofago cerca e di cui un essere umano mediamente tecnofilo necessita. Insomma, "Play Boy, Play UBI" a me fa un po' ridere, e mi viene subito da pensare a quella pubblicità con il povero Stallone preso per il culo da tutta una folla festante. Ma superato il saporaccio dello slogan, che poi in giro ce ne sono decisamente di peggiori, cinquanta eurozzi di gift card sono un bel benvenuto. Chiudo qui ma ci tornerò sopra: per motivi di tempo non sono riuscito ancora a fare la cartina in questione ma in settimana, ponti e vacanze permettendo, farò fronte alla mancanza e… vi farò sapere. Intanto http://www.playubi.ubibanca.com/ bpxt_ig="ligne01_01.gif";bpxt_ib=12692;bpxt_ic = "95";

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Marchetta @ BPM

E che ci volete fare? Son giorni marchettari questi qua, tanto più adesso che mi sono ritrovato (di nuovo) imprigionato in casa con un'influenza che si è presa fin troppo tempo per manifestarsi del tutto e, temo, se ne prenderà ancora di più prima di andarsene via. 

Giorni marchettari, dicevo, che però cadono "a fagiolo". Mentre Buzz Paradise mi chiedeva di scrivere una roba su Mutuo TassoSempreBasso finivo una telefonata lunga una vita con l'agente immobiliare che sta mediando per l'acquisto della mia PRIMA casa. Su quest'avventura assurda ci tornerò su più avanti, quando "a bocce ferme" potrò tirare il fiato e guardandomi indietro raccontare questa folle corsa dentro una delle tappe più importanti della vita (mia ed in generale). Per ora vi basti sapere che, fatti un paio di conti, non è stato difficile scoprire quanto avrei risparmiato con un mutuo per l'acquisto della mia casetta rispetto all'affitto (a fondo perduto) che pago adesso.

Fra IRS, ABI, EURIBOR e leggi, decreti, micro e macro iniziative anticrisi, bufale paurose e miraggi nel deserto, non è facile capirci qualcosa. L'unico elemento che hai ben chiaro quando ti siedi in un qualsiasi ufficio Mutui di una qualsiasi banca è che sei lì, sotto esame, e che la persona che hai davanti, il suo computer con lo schermo voltato e tutti quei termini assurdi e incomprensibili, sono ciò che ti separa dal sogno di una vita. 

Per quanto riguarda questa iniziativa della Banca Popolare di Milano l'idea è lodevole. Succede infatti che con l'indice EURIBOR sotto terra siano in molti a farsi convincere dagli interessi minimi e di conseguenza dalla rata minore che un tasso variabile offre, salvo poi rischiare di trovarsi fra un annetto con una rata decuplicata rispetto all'attuale. TassoSempreBasso è una prima risposta: sposta l'indice di riferimento al tasso BCE e, soprattutto, ancora l'interesse massimo raggiungibile al 5,5 %, così da garantire una rete di salvataggio ai contraenti.

Chiaro è che ancora non basta. Il vero problema da affrontare, e che tutti si guardano anche solo dal nominare, è il tema dell'accessibilità al credito. Nell'era dei contrattini mensili, a progetto, CO.CO, ecc. ecc. senza alcuna garanzia di un reddito continuo, è assurdo che gli istituti finanziari non approntino un sistema che renda possibile alla maggior parte dei soggetti l'accensione di un mutuo. Senza un provvedimento che vada in questa direzione rischiamo che ogni iniziativa di altro tipo, per quanto lodevole, si riveli inutile.

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