Rabbia e amore, perchè muovono il Mondo. Rabbia e amore perchè adesso ce ne è davvero bisogno. Senza rimane solo l'indifferenza in cui anneghiamo ogni giorno, che ci spinge davanti al baratro che solo in pochi guardiamo spaventati. In questo blog non ci saranno risposte. Solo il tormento dubbioso di chi ogni giorno muove i suoi passi cercando le giuste domande.

Viewing Archive for marzo, 2009

Il futuro ha bisogno…

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Rifondazione padronale

 

Ho fatto dibattiti, interviste, riunioni ed assemblee pubbliche per spiegare il perchè della mia scelta, davanti alla "scissione", di uscire da Rifondazione Comunista, il partito che avevo amato e odiato per dieci anni della mia vita. Ho analizzato in mille discussioni tutti i punti politici e le prospettive che si paventavano, eppure mai come adesso, davanti all'ennesima vergogna che si consuma ad opera dei nuovi padroni del Prc (ed uso il termine padroni non a caso) sento che avevo (ed avevamo, ed abbiamo) ragione. 

Non si tratta dell'ennesima boutade, di un'altra dichiarazione assurda di Paolo Ferrero o di un'altra triste uscita pubblica che rinchiude quello che era stato uno dei soggetti più innovativi a sinistra degli ultimi dieci anni in una sterile opera di testimonianza di se. E' qualcosa che va oltre e che difficilmente sarebbe arrivata alle nostre orecchie se la dignità di questa compagna non l'avesse portata ad una difficile denuncia. 

La storia è apparsa sulle pagine dell'Unità, unico giornale ad averla riportata. Io aggiungo solo che la stessa aria si respirava (finchè non me ne sono andato) in ogni luogo e su ogni livello in cui questi signori avevano preso il potere dando contemporaneamente vita ad una caccia alle streghe dal vecchio sapore staliniano.

 
Rifondazione dà il benservito a una precaria storica (vendoliana)

Dici licenziamento in tronco, niente contributi, un risarcimentoelemosina e ti vengono in mente parole come padronisenza scrupoli, capitalisti profittatori. Poi davanti alla sede di Rifondazione comunista vedi una signora di una settantina d’anni, seduta su una sedia. Si chiama Liliana Salvatori. Al muro ha poggiatole sue due stampelle, inseparabile ricordo di una manifestazione controla guerra in Vietnam, quando persfuggire a una carica della polizia finì per terra, sotto le ruote di una camionetta.
Ha lavorato al Pci con Amendola, con Tortorella, poi eracon Veltroni quando era responsabile Stampa e propaganda. Con Occhetto
arrivò il Pds: «Me ne andai, quel congresso lo vinsero. Questono, Ferrero l’ha rubato».Dal ‘91 ha lavorato per il Prc. Niente contributi, ma era il suo partito. C’era la passione. C’era la voglia diaiutare gli immigrati a veder riconosciuti i loro diritti. E ultimamente c’era anche che nonostante la pensionei 525 euro che prendeva le erano indispensabili. Al congresso si è schierata con Vendola. Le hanno strappato manifesti, incollato il telefono, ma ieri c’è rimasta peggio. «Mi hanno licenziato, hanno mandato lacassiera del partito a comunicarmelo».Come liquidazione le hanno offerto due mensilità, buoni pastocompresi.«Non voglio l’elemosina».Davanti alla sede del Prc arriva una ragazza della Serbia, spingendo un passeggino. Ha saputo che Liliana è lì, che ha cominciatouno sciopero della fame. La ragazza racconta che è grazie a lei se dopo tre anni diinutile attesa è riuscita a ottenere un permesso di soggiorno. Ferrero non si fa vedere. Dopo un bel po’ di ore learriva una telefonata del responsabile Organizzazione, Grassi. Le promette un incontro per convincerla a passare la notte a casa. «Dei soldi non mi interessa, se la vedranno gli avvocati, ma io voglio vedere Ferrero morto politicamente». Sul muro rimane incollato un foglio, su cui hascritto: «Questo è il comunismo che vogliamo costruire? O quello che abbiamo
sempre combattuto?».

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Su Renzi ed il partito che non c’è

Per ora mi limito a pubblicare il mio intervento ad AnnoZero, andato in onda nella puntata del 12 marzo, ma è evidente che sul fenomeno Renzi c'è bisogno di un di più di analisi e non ho nessuna intenzione di tirarmi indietro. Facciamo che questa è una piccola introduzione al post che verrà…

Cliccando sul link qua sotto accederete direttamente al video dell'intervento

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Informazione preziosa

Sono indeciso su quale notizia della scaletta del Tg5 di stasera mi abbia colpito di più, su quale sia nei fatti quella più importante per me, per la mia vita, per la mia quotidianità. La scaletta è la seguente:

1- Servizio su una vigilessa che ha fatto più di ottocento multe e che fra le sue vittime annovera personaggi come suo figlio, vari assessori, qualche collega. Servizio prezioso, davvero ben fatto, con tanto di interviste ai cittadini e agli altri vigili. Viva l'educazione civica!

2- Il secondo servizio sfiorava la drammaticità: "no alla criminalizzazione dei gondolieri". E fra immagini romantiche con Venezia sullo sfondo si susseguivano difese e critiche rispetto ad una categoria accusata, pensate un po', di essere composta perlopiù da evasori fiscali. Una vergogna, salviamo i gondolieri!

3- Sulla colonna sonora di Vasco Rossi facciamo tutti gli auguri a Topo Gigio, testimonial italiano della risata. Poi il tutto prosegue con un improbabile parallelo fra il topastro del belpaese e la Barbie… e Topo Gigio batte la tettona plastificata due a zero! 4- "e veniamo finalmente al reality più amato e seguito dagli italiani: il Grande Fratello!".

Poi ho spento la televisione sognando di svegliarmi.

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Stupro ecclesiastico

 

A volte è così, non c'è dubbio: a volte c'è proprio bisogno di un caso eclatante, un' esplosione di drammaticità, se vogliamo, per rendersi conto di quale sia la verità. A volte purtroppo, non basta e non serve neppure toccare il fondo. Rimbecilliti giorno e notte da anatemi papali e diktat politico-religiosi che ordinano e decidono sui nostri corpi e delle nostre vite, togliendocene finanche la proprietà, insieme ad ogni sovranità su noi stessi, stentiamo ormai a cogliere persino la più dura aberrazione. Dentro a questa nuova grande crociata abitata da una società ormai pronta a scagliarsi sul diverso e sull'altro, succede qualcosa che dovrebbe far impallidire qualsiasi essere vagamente sano di mente: succede cioè che nell'entroterra brasiliano due medici vengano scomunicati per aver provocato l'aborto di una bambina di nove, dico 9 anni, stuprata dal patrigno e messa incinta. La decisione di scagliarsi contro il peccato (dove il peccato viene identificato ben prima nell'aborto piuttosto che nello stupro) è stata presa dall'arcivescovo di Recife, monsignor Sobrunho, e rivendicata a gran voce direttamente dalle stanze vaticane che si chiudono a difesa dell'operato dell'arcivescovo brasiliano sostenendo che "abortire è peccato, sempre.". Dopodichè seguono elucubranti dichiarazioni su come "la legge di Dio è al di sopra della legge umana. Per cui, quando una norma promulgata da legislatori umani va contro la legge di Dio perde qualsiasi valore" (mons. Sobrunho). 

Davanti a tutto ciò mi chiedo come sia ancora pensabile, in un paese che si pretende civile, di sottomettere il pensiero politico e le scelte di un governo, ad un'organizzazione che giorno dopo giorno radicalizza sempre di più le sue posizioni su un estremismo pericoloso e sconcertante. Vorrei chiedere a quei "signori" della Lega Nord che si scagliano contro i fedeli musulmani che, privati di un luogo di culto, pregano per strada, e che vengono dai leghisti accusati di ledere alle nostre radici e tradizioni cristiane, se nelle proprie radici culturali riconoscono anche posizioni di questo tipo, se la modernità che propongono è un tempo buio che ci ripiomba nel medioevo del diritto e della dignità umana. Vorrei chiedere a Francesco Rutelli, e a tutta l'ala teodem del carrozzone democratico se davvero, anche alla luce di simili dichiarazioni, si pensa che una forza che ambisce al riformismo permetta libertà di azione, in nome della propria fede religiosa, su temi come il testamento biologico piuttosto che sui diritti civili o su temi come l'aborto lasciando che l'azione politica si sottometta ad una dottrina che riscopre e torna, oggi più che mai, a valorizzare le sue radici ancestrali uccidendo l'idea stessa di uno stato di diritto in cui ogni cittadino ed ogni cittadina abbiano uguali diritti e doveri e siano liberi e libere di scegliere. 

Anche se per concludere, poi, devo dire che in verità ciò che mi spaventa davvero non sono le posizioni di una politica sempre più in crisi, nè di un partito che sta implodendo. Ciò che davvero mi fa paura e mi provoca brividi di terrore ogni giorno è il silenzio. Il silenzio che anche adesso sento nella strada sotto la mia finestra e che ritrovo amaramente in ogni strada e piazza di questo paese. Il silenzio che racconta la morte del conflitto e del dissenso, il funerale della capacità critica e dell'intelligenza collettiva di una società dormiente che rischia di non svegliarsi mai più. 

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