Rabbia e amore, perchè muovono il Mondo. Rabbia e amore perchè adesso ce ne è davvero bisogno. Senza rimane solo l'indifferenza in cui anneghiamo ogni giorno, che ci spinge davanti al baratro che solo in pochi guardiamo spaventati. In questo blog non ci saranno risposte. Solo il tormento dubbioso di chi ogni giorno muove i suoi passi cercando le giuste domande.

Viewing Archive for novembre, 2008

La percentuale della miseria

 

Stasera ho scoperto che c'è un'interessante ricerca del CRR sui furti nei supermercati. I dati che ne emergono sono molto interessanti: nei supermercati italiani si ruba di più che in tutto il resto d'Europa, per l'esattezza i furti di questo tipo nel (fu) belpaese sono aumentati negli ultimi due anni del 4,1 percento rispetto allo 0,8 % del resto del continente. Certo è che a vedere servizi su servizi di mezzi-giornalisti che si scagliano contro la tendenza criminale ascendente tentando di rosicare gli ultimi pezzettini dell'ondata securitaria messa in secca dalla marea del malessere sociale reale, verrebbe da pensare che il problema vero sta in una qualche carenza di educazione civica. Un cattivo servizio a questo tipo di ipotesi lo rende però la sequela di interviste agghiaccianti che seguono i coloratissimi grafici dei dati di cui sopra. Sullo schermo vengono rigurgitati, in mezzo a giudizi in posa costruiti ad arte, racconti di "addetti ai lavori" che descrivono il target medio dei furti incriminati: "la carne preconfezionata viene tolta dai cartoni e nascosta nelle proprie buste", "scatolette e pacchi di pasta", "rucola e parmigiano perchè sono beni che costano molto". In sintesi, cibo. In sintesi, cioè, in Italia si ruba cibo, nei supermercati si ruba per sopravvivere, si utilizza il furto come atto di disperazione che sostituisce uno stato sociale inesistente, per poter arrivare a fine mese con una pensione da fame e magari con i nipoti (se non i figli) praticamente ancora a carico perchè non esiste un lavoro stabile dentro lo stivale neppure se ti sei laureato a pieni voti. 

Ciò che è in aumento, con un trend ascendente sei volte più grande rispetto a quello europeo, è la miseria. Percentuali e numeri che non riescono più a nascondere il disagio sociale crescente dentro una crisi economica di cui il neoliberismo ha disegnato i tratti essenziali. E mentre Veltroni si attricca con Berlusconi per l'unica questione che ritiene importante nel suo modo di concepire la politica, ovvero la gestione del potere incarnata questa volta dall'elezione non programmata del senatore Villari, la gente muore di fame. I lavoratori entrano in agitazione mentre vivono la loro esistenza privati di ogni diritto e certezza, mentre i sindacati pagano il loro immobilismo con l'estromissione totale del loro ruolo. 

Sopravviviamo in un paese alla deriva, la cui unica speranza, probabilmente, è l'onda anomala studentesca e soprattutto la sua capacità di generalizzarsi. Questo post rischia di trasformarsi in un appello che non vuole essere, ma mi sento ancora di dire che per vivere non basta respirare, c'è bisogno di uno sforzo in più e che questo sforzo viene chiesto ad ognuno e ad ognuna di noi, a partire da oggi, da domani, dallo sciopero generale del 12 dicembre. 

Uscite di casa, adesso. Andate in una facoltà, in una scuola occupata. Bussate a quella porta e parlate con chi sta lottando. Quando domattina troverete, mentre andate a lavoro, il traffico bloccato da un sit-in, rinunciate ai pugni nervosi sul clacson, spegnete il motore, scendete di macchina e chiedete un volantino, unitevi a quel blocco. Il tempo per stare seduti in poltrona a pensare di poter delegare persino la protesta a qualcun'altro è finito: se non ci vediamo in mezzo alle piazze domani, ci rivedremo fra qualche giorno, con gli occhi bassi e gonfi di vergogna, in mezzo agli scaffalli di un supermercato.

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FP e il grande fratello

E così France Press rompe il tabù e ci ripiomba allegramente nel 1984 orwelliano. È infatti di qualche ora fa la notizia del lancio, previsto per l’anno prossimo, del nuovo canale di informazione dell’ agenzia francese: si chiamerà “Relax news” e si propone “ottanta servizi al giorno di buone notizie”. Il comunicato continua spiegando come dal palinsesto saranno espulse cronache “non positive” che, cioè, parlano di “guerre, crisi finanziarie, disagi sociali” per lasciare spazio a “cronaca rosa, gossip e news curiose che ci giungono dal mondo”. Insomma, via la realtà scomoda e spazio al gossip di vita, alla bambagia annebbiante che distoglie lo sguardo e ingabbia le menti; veramente una bella notizia.

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Il volto della vostra vergogna

Non ci sono più dubbi, nessuna fumosa ricostruzione piena di contraddizioni. Oggi parlano le immagini, con la loro forza cruda di raccontare una verità che è rimasta nascosta troppo a lungo. Una verità che fa male ad una non-democrazia incapace di agire attraverso le sue istituzioni contro chi per quattro giorni interi, nel Luglio del 2001, ha spento lo stato civile italiano.

In questi fotogrammi si vedono ispettori di Polizia, membri dei Servizi (Luperi è il direttore dell'ex SISDE) che costruiscono prove false con cui avrebbero poi giustificato il massacro della Diaz. Una mattanza preparata a tavolino, ultimo atto (Bolzaneto a parte) di quattro giorni di repressione fuori da ogni binario.

Ora sappiamo che la verità che abbiamo raccontato con i video autoprodotti, con le immagini delle telecamere tenute alte sotto i manganelli, è realtà oggettiva e non più discutibile. Ora voglio sapere chi pagherà. Ora, soprattutto, voglio la certezza che non sarà solo qualche poliziotto "sacrificabile" a fare i conti con la giustizia; è necessario che siano accertate le responsabilità politiche di chi ha preparato e gestito ogni fase del vertice: coloro che hanno approntato la militarizzazione di Genova, che hanno ordinato le cariche indiscriminate stazionando dentro le questure abusando del loro incarico e che adesso, in buona parte, governano questo Paese o ricoprono ruoli centrali di responsabilità dentro la catena di comando delle forze dell'ordine o dei servizi segreti. Dall'attuale Presidente della Camera Gianfranco Fini al capo della Polizia Antonio Manganelli, nomi di rilievo in una Repubblica che ha perso se stessa.

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Bella figura di merda

Su Grillo e le sue geniali idee, sui pericoli del grillismo e sulle manie di un personaggio un po' contraddittorio mi sono già espresso più volte. Il resto è solo la notizia data da Repubblica qualche minuto fa con cui si rende noto il fallimento del referendum promosso dal (poco) comico genovese.

da Repubblica.it

ROMA – Sono meno di 500mila le firme depositate da Beppe Grillo in Cassazione per i tre referendum in materia di informazione. Troppo poche per farlo svolgere. Per discutere sulla questione si è riunito oggi a palazzaccio l'ufficio nazionale centrale per i referendum, che ha deciso di convocare il comitato promotore per il 25 novembre. In quell'occasione Grillo potrà "dire la sua. La convocazione è stata disposta dal presidente della commissione per il referendum, il magistrato Corrado Carnevale.

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Visti dall’altra parte della manica

da http://technology.timesonline.co.uk/tol/news/tech_and_web/the_web/article2732802.ece

Romano Prodi, the Prime Minister, is a spry 68, knocking off 71-year-old Silvio Berlusconi in last year’s election. President Giorgio Napolitano, 82, has six more years left on his term; his predecessor was 86 when he called it quits. In the unlikely event that Italy declares war, the decision will come from a head of state who was a month shy of 20 when the Germans surrendered at the end of the Second World War.

E tutto il teatrino politico, da destra a sinistra, a riempirsi la bocca con Obama… come sempre senza sapere neppure di che cosa parlano.

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