Rabbia e amore, perchè muovono il Mondo. Rabbia e amore perchè adesso ce ne è davvero bisogno. Senza rimane solo l'indifferenza in cui anneghiamo ogni giorno, che ci spinge davanti al baratro che solo in pochi guardiamo spaventati. In questo blog non ci saranno risposte. Solo il tormento dubbioso di chi ogni giorno muove i suoi passi cercando le giuste domande.

Viewing Archive for luglio, 2008

Storia della fine di un sogno

Il sogno è nato, ufficialmente, diciassette anni fa, nel 1991. Per me, però, ha preso forma solo nel millennovecentonovantotto, quando la strada scelta guardava camminare a braccetto politica ed innovazione. In quell'anno mi sono iscritto a Rifondazione Comunista. Avevo appena compiuto quattordici anni e dentro quella sede di partito mi sentivo confuso e a disagio, ma vedevo anche che qualcosa stava mutando: si percepiva un pensiero nuovo ed il suo insinuarsi nei cardini arrugginiti di una discussione ferma da secoli. Sentivo la voglia di andare avanti, di capire il presente per esser di nuovo capaci di trasformarlo.

Lottavamo in quella federazione semi-deserta per parlare dell'onda che sentivamo arrivare. Nemmeno "globalizzazione" era ancora una parola certa, si faceva fatica ad affermarne il senso. I venti di Seattle, là dentro, arrivavano come soffi deboli ed impercettibili. Poi c'è stata Napoli, Genova… e tutto ha preso forma. Le grandi manifestazioni, le nottate passate al telefono svegliando mezzo mondo con una sola frase "hanno attaccato l'Iraq, domattina blocchiamo la città"… 

Dieci anni dopo c'è la sala di un palacongressi divisa in due come il partito di cui si sta svolgendo il congresso. C'è un solco profondo che divide la platea dei delgati, un abisso freddo. L'intervento di Maurizio Acerbo è il primo a dare la cifra dell' attacco diretto alla nostra cultura politica: il populismo più bieco si mischia a citazioni superficiali, si rispolvera, davanti a facce incredule, il ruolo dei Maestri e le loro presunte facoltà precognitive. Poi i brividi aumentano, si mescolano con la rabbia, quando il primo firmatario della mozione uno consiglia ai giovani comunisti "un po' di libri per capire il valore del comunismo".

Chianciano è il segno netto della disgregazione di una comunità. Lo sono i canti da stadio e "Bella Ciao" usata contro i compagni e le compagne che hanno sostenuto un' altra opzione politica. Chianciano è la presa del potere che per raggiungere il suo scopo mette da parte la prospettiva politica. Unire trotzkysti, crippiani, grassiani, ferreriani, stalinisti, pegoliani, autoconvocati, duri e puri ed alienati d'ogni sorta per conquistare la segreteria di un partito è follia. Una follia che si descrive con una frase al termine di un bell' intervento: "vi tenete il simbolo e buttate via un partito".

Dopo quattro giorni passati così, fra plenarie e colloqui, riunioni d'area e di delegazione, mangiando poco e dormendo ancora meno, resta solo un fisico debilitato e una mente confusa. Trovo una difficoltà incredibile nel tentativo di scrivere e descrivere ciò che provo in questo momento e ciò che ho provato mentre lo tsunami ci investiva. Dirò intanto che per me è stata "la più bella sconfitta della mia vita" (come dice Nichi) perchè non ci siamo fatti trasformare da quella corsa al potere, non abbiamo messo da parte le nostre idee per scambiarle con delle poltrone ed ora la storia può continuare da vero. Certo, ci saranno mille difficoltà: costruire l'assemblea del 27 settembre sarà difficile ed il suo esito non è scontato, ma adesso possiamo tornare a far politica, quella vera che ci ha accompagnato per tutta la vita. Quella politica che ripudia le stanze e la loro freddezza e che non può prescindere dal sentimento e dall'emozione. Quello stare insieme in mezzo alla gente che tanto ci è mancato in questo drammatico duemilaotto.

Dopodomani partirò con Andrea: due settimane in giro per la Romania e l'ultima da trascorrere in Moldova e Transnistria per mettere in piedi un reportage completo capace di raccontare cosa accade dentro la fortezza europea. Domani anche io, come Ale, mi taglierò la barba, per provare a lasciare sul mio corpo il segno di un cambiamento che non sarà simbolico ma vero e concreto in ogni sua forma. 

Il pugno nello stomaco è arrivato inaspettato, ci ha tolto il fiato e ci ha lasciati in ginocchio sull' asfalto. C'è da ingoiare il groppo che ostruisce la gola, stringere i denti, fare l'ultimo, dannato respiro e scagliarsi ancora avanti. Da domani ricominciamo davvero.

Tags: , , , , , , , , , ,

Parole suoni e immagini

 

Già, "Parole suoni e immagini" tutto rigorosamente lontano da un ombrellone che quest'anno sembra voler restare assente dalla mia estate. Sarà un post scheletrico di socializzazione del contenuto di qualche momento passato con il cervello in relax, fra libri, film ed una colonna sonora strana che mi accompagna nei caldissimi viaggi in auto, soffocato dall'afa.

Funny Games: Il trailer diceva: "nel 1971 Arancia meccanica sconvolse il Mondo. Nel 2008 arriva Funny Games…" e direi che ha la stessa consistenza e lo stesso impatto di una scoreggia nell' universo. Triste, prevedibile, ripetitivo. Sapete che non scrivo spesso recensioni, non è il mio lavoro e c'è sicuramente tanta gente che sa farlo meglio di me. Scrivo di film solo quando sono capolavori o immense cagate: un omaggio o una vendetta. Questo è senza dubbio il secondo caso. Una storia sterile, insipida, che inizia e si consuma tutta dentro una casa su un lago. Dialoghi vuoti e privi di senso emozionale. Lungi dalla genialità di Arancia Meccanica che esasperava la violenza in un contesto di presunta normalità tanto da mettere in dubbio il confine stesso fra norma e devianza. In Funny Games la violenza è solo un improvvisato collante che tenta disperatamente di legare sequenze inconciliabili. Il livello psicologico, o presunto tale, è quanto di più prevedibile si possa immaginare. Quasi due ore di noia.

Hard Candy: L'ho trovato abbandonato su uno scaffale del Blockbuster in una serata temporalesca che chiedeva cinema e nient'altro. Non ne avevo sentito parlare, non so chi sia il regista e non conoscevo il cast di attori. E' qualcosa di semplicemente geniale. La trama diceva soltanto che un fotografo trentatreenne incontrava una ragazzina di quattordici anni in una chat, la incontrava e se la portava a casa. "..ma quella che sarebbe potuta essere una piacevole serata si trasformerà per il fotografo in un incubo senza fine". Enigmatico o scarso? Direi essenziale perchè non si può raccontare di più senza rischiare di rovinare quell'intrigo di gioco e violenza psicologica realizzato alla perfezione intorno ad una storia che si construisce passo dopo passo in un crescendo di nebbia e tensione. Semplicemente geniale. 

Mala Leche: cattivo sangue. Un film dello stesso regista del bellissimo City of God. Racconta ancora la durezza di una vita senza futuro consumata nelle favelas brasiliane che recitano la parte di una delle tante periferie del mondo. Quando la pellicola finisce resta in bocca un sapore amaro, il sapore dell'impotenza e dell'incapacità di fuggire dal proprio destino. Da vedere.

Come mio padre ha dichiarato guerra all'America: Un' opera d'arte firmata Nick Mamatas. Un libro eccezionale che usa ironia e cinismo per raccontare un Paese alla deriva. L'esasperazione securitaria della società americana e le sue contraddizioni sono l'intreccio di una novella avvincente che inizia quando Daniel, seguendo istruzioni trovate in rete, costruisce una bomba atomica con materiali che si trovano liberamente in commercio, la nasconde in un nano da giardino e dichiara la nascita dello stato sovrano di Weinbergia e la relativa indipendenza dagli Usa. E' una lettura rilassante ed illuminante: il finale, un po' a sorpresa, racconta un mondo in cui il Grande Fratello e la trash tv sembrano essere il vero ed unico nodo centrale di un pensiero unico duro da scalfire.

Per ora mi fermo qui ma seguirà qualche altra pillola per lo svago nei prossimi giorni. Intanto vi consiglio l'ultimo disco di Babaman, "Come un Uragano", che per me è stata una piacevole scoperta e, ultimamente, un tormentone da cui rischio dipendenza fisica. Comunque un' ottima voce per chi ama il raggamuffin.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Vacanze a male

 

Nel giorno in cui io ed il Ciocci abbiamo deciso di ampliare l'itinerario del nostro viaggio andando ad esplorare anche i lidi sconosciuti della Moldova e della Transnistria (seguiranno news) leggo in una mailing list il racconto di una storia spiacevole che parla di vuoti legislativi e drammi illogici. Incollo qua sotto una parte della storia invitando i visitatori del blog a firmare la petizione per Luca e Davide cliccando sul banner nella colonna di destra.

Ciao mi chiamo Zanotti Luca,
ho 24 anni e sono residente a Santarcangelo di Romagna ( Rimini). Da Aprile di quest’anno è stato emesso un mandato di arresto europeo dalle Autorità Greche che ora chiedono l’estradizione mia e del mio amico Davide D’Orsi (28 anni), residente a Cesena ma originario di Ciriè (Torino).
Tutto cominciò tre anni fa (nel 2005), quando Davide ed io ci conoscemmo e, dopo una lunga stagione balneare lavorativa, decidemmo di passare insieme una vacanza di 15 giorni in Grecia con destinazione Peloponneso, la parte peninsulare dello stato Greco.
A quattro giorni dal nostro sbarco a Patrasso con il traghetto e, dopo aver visitato altrettante cittadine con le relative acropoli Greche, fummo fermati per un controllo di routine da parte della polizia ellenica di Kalamata che, avendoci trovato con circa 21 grammi di haschisch, ci arrestò.
Restammo in cella per 4 giorni ed infine ci fu un udienza in cui fu disposta una cauzione di 2.500 euro a testa, ci rilasciarono e tornammo in Italia tramite traghetto come prestabilito dal nostro biglietto di ritorno.
In Grecia ci spiegarono che non vi è distinzione fra quantitativo per uso personale e quello ai fini di spaccio;
non vi è una soglia che lo distingue come nel resto delle normative previste dagli stati membri dell’Unione Europea;
in Grecia è considerato un reato alla stregua di un omicidio.
Le Autorità Greche ci arrestarono con l’accusa di

  • traffico internazionale di stupefacenti ai fini di spaccio,
  • trasporto di sostanza stupefacente ai fini di spaccio
  • detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio,
  • spaccio di sostanza stupefacente
  • infine uso di sostanza stupefacente.

Ad Aprile di quest’anno il Procuratore Generale di Kalamata ha emesso un mandato di estradizione chiedendo la nostra consegna da parte delle Autorità Italiane, chiarendo che, una volta effettuatala, saremo andati incontro prima di tutto al carcere preventivo in Grecia in attesa del processo (con data ancora da destinarsi, senza ulteriore chiarificazione sui tempi in cui si terrà il processo), poi ha specificato che per un reato del genere la giustizia Greca prevede solamente una pena detentiva di ALMENO (ovvero di MINIMO) 10 ANNI…
Tre anni fa, all’epoca del fatto, noi non immaginavamo minimamente che lo Stato Greco, anch’esso facente parte dell’Unione Europea, potesse avere una legislazione così diversa, non solo da quella Italiana, ma anche da quelle degli altri stati dell’Unione Europea.
Ora, dopo la prima udienza alla Corte d’Appello di Bologna, i giudici hanno dato il benestare per la consegna rifacendosi alle disposizioni riguardanti agli accordi per l’estradizione facilitata fra i paesi aderenti al trattato di Schengen (circa gli stessi aderenti all’Unione Europea).
Ora, a me, resta solo che sperare nel ricorso che il mio avvocato farà alla Corte di Cassazione, mentre il mio amico Davide aspetta ancora il giudizio della prima udienza (che si svolgerà il 10 Luglio). Comunque le nostre sentenze, anche avendo tempi differenti, sono strettamente correlate l’una all’altra, ed andranno avanti parallelamente influenzandosi l’una con l’altra, visto che in Grecia siamo accusati del medesimo reato:

  • traffico internazionale di stupefacenti ai fini di spaccio.

Se volete partecipare in qualche modo, lasciando commenti oppure aderendo alla raccolta firme che sarà disponibile sul blog, vi saremo immensamente grati.Mi rendo conto che ultimamente petizioni on-line e raccolte firme sono all’ordine del giorno e per i più svariati motivi, ma non riesco a trovare altro modo per poter comunicare la nostra disponibilità a pagare per il reato e l’errore commesso, senza pero incorrere all’estradizione sul territorio Greco che prevede la trattazione di questo reato solamente come TRAFFICO INTERNAZIONALE DI STUPEFACENTI AI FINI DI SPACCIO, con una pena NON INFERIORE AI 10 ANNI.

Tags: , , , , , , , , ,

Un dubbio legittimo

 

Più o meno le otto di martedì sera. Siena. Sono fermo ad uno stop e guardo una sfilza di auto che mi sfrecciano davanti. Un furgone, una Punto, una Smart, una volante della Polizia. L'agente al volante rallenta, mi squadra passando. Ho un presentimento. Trenta secondi dopo premo sull' acceleratore, mi immetto in strada e aspetto il materializzarsi del presentimento di cui prima: la volante si è fermata a lato della strada, nel bel mezzo di una rotonda ed il poliziotto scende in fretta e furia con la paletta in mano pronto a calarla davanti a me. Accosto. Di fronte al finestrino abbassato l'uomo in divisa mi chiede patente, libretto e documenti degli altri passeggeri. Ho una curiosità, troppo forte per rimanere celata nei meandri della mia mente. "Agente, mi scusi, posso chiederle cosa vi ha incuriosito in me o nella mia auto, tanto da fermarvi immediatamente per chiedermi i documenti?" Ma lui mi spiega che è un NORMALE CONTROLLO. Provo allora io a spiegare a lui che di normali controlli effettuati così, solo in questo mese, me ne sono capitati già cinque e che, non per mala fede, inizio a pensare che se ogni volta che incrocio una volante questa mi insegue per fermarmi magari devo proprio avere qualcosa che non va nella mia estetica. Oltretutto sono appena uscito dall'ufficio di un alto rappresentante delle istituzioni che raccontandomi la sua teoria sulla gestione dell'ordine mi spiegava come un controllo serrato, ripetuto, serva a rassicurare la popolazione rispetto ad un elemento che questa percepisce come pericoloso. Se c'è qualcosa che mi fa apparire pericoloso, insomma, vorrei saperlo. Ma ancora il simpatico poliziotto mi spiega che la frequenza con cui vengo fermato è solo una questione di mera matematica: numeri e niente più. Cioè: io vivo a Siena da 23 anni, Siena ha 65.000 abitanti, io giro spesso in auto e quindi è ovvio che mi fermino ogni volta che mi incrociano (!). Sostanzialmente è la statistica che mi incula. Ed io che pensavo che fossero i capelli!

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Assente giustificato

Proprio così. Assente dal mio blog da quasi un mese perchè non trovo il tempo di scrivere due righe che abbiano un senso e incapace di scrivere perchè proprio quel senso mi sfugge. Mi sfugge mentre vivo schiacciato fra il dolore di una comunità che non esiste più, un partito che da in pasto ai quotidiani vicende tristi che diventano "storie da ombrellone", un congresso raccontato attraverso numeri immessi e cancellati, annullati o aggiunti, che trasformano uno scontro duro che riguarda migliaia di persone, in una triste e asettica Matrix della sconfitta. E non ci sarà nessun Morpheus o Neo a salvarci, dobbiamo trovare da soli la forza di guardare fuori, al mondo vero, reale, senza perdere la voglia di cambiarlo. 

Scrivere di ciò che accade in questi giorni nel nostro paese è diventato impossibile oltre che stancante. Ci pensano già i media a banalizzare tutto: le impronte ai bambini rom, l'opposizione soft che non si oppone, "Tonino Di Pietro che infiamma la piazza" (Corsera). E' il fascismo che non ha bisogno di essere zen per permanere. 

Allora, fra congressi fatti in luoghi sconosciuti, serate che mi (anzi "ci" perchè il povero ciocci mi accompagna sempre) vedono, smarrito, sbagliare strada cento volte prima di ritrovare quella di casa, l'unica cosa di cui ha senso parlare è il piano di fuga preparato per agosto: la Romania.

Mi autoesilio verso un cammino che sarà lungo e incasintato a scoprire la terra che questa Italia alla deriva attacca giorno dopo giorno. E confesso che già leggendo una scleratissima Lonely Planet che mi sono comprato mi sto già innamorando di luoghi e paesaggi che tento di immaginare. Tenteremo di attraversare ogni regione con il nostro zaino in spalla e la macchina fotografica sempre a portata di mano in un viaggio che mi serviva da tempo e di cui ora sento davvero la necessità. Non so molto altro, almeno fnchè non riuscirò a bloccare il Ciocci davanti ad una cartina geografica decente e non ci inventeremo un minimo di itinerario… seguiranno futili aggiornamenti :-)

"… vivendo nei sogni, crescendo nei viaggi" (Assalti Frontali)

Tags: , , , , , , , ,

Copyright © Boikottato sempre e comunque - Rabbia e amore
Theme by nEUtrOniCs and brought by Wordpress Themes.