194 motivi per non votare il ciccione

 

Non che di per se il povero Giulianone sia un "pericolo" elettorale: credo sinceramente che la sua sgradevolezza sia pari solo alla sua incapacità di intercettare il pensiero comune, come quando, ormai diversi anni fa, tentò di lanciare una solitaria campagna contro un Benigni all'apice della sua popolarità. E lo fece, ricorderete, ripreso dalle telecamere mentre se ne stava incastrato fra i braccioli di una povera ed incolpevole poltrona nel suo salotto, intento a lanciare uova contro lo schermo del televisore che mostrava in onda il comico toscano. No, non è lui che mi spaventa. Nè il suo soggetto elettorale da zero virgola qualcosa percento. Credo che persino Berlusconi, intento ad ordir trame contro l'ex alleato Casini,  si stia rendendo conto che la discesa in campo di Ferrara potrà essere un problema esclusivamente per i poveri grafici che dovranno riuscire a metter tutto quel faccione dentro i manifesti elettorali.

Quello che mi fa paura, davvero, nel profondo del cuore, è questo crescente rigurgito clerico-fascista che attraversa questa martoriata penisola e che come ogni ondata di estremismo (a maggior ragione se religioso) è tanto più pericoloso quanto maggiore è l'ignoranza, nel suo senso etimologico. La distruzione della Cultura, unita al senso di smarrimento generale dato dall'incapacità di comprendere le sempre più veloci trasformazioni economiche e sociali, genera una sorta di fuga nel rifugio "sicuro" dell' identità. Un ritorno al passato che determina l'impasse della ricerca, individuale e collettiva, di quella sperimentazione capace di costruire adattamento al mutare delle situazioni: si blocca la crescita culturale, l'emancipazione, di ognuno di noi e di tutti noi. Ed in nome di quella fuga nell' identità si danno per buoni non solo i diktat del dittatore di turno (adesso credo proprio che tocchi a Ratzinger) ma anche le strampalate premesse che li trasformano in incontrovertibili verità.

L'informazione, poi, è ridotta ad un grande format riservato esclusivamente a ciò che può esser trasformato in gossip, in telenovelas, in soap opera. E possibilmente costruire generalizzazioni becere. Così, mentre il delitto di Cogne e di Perugia si passano la staffetta, quello di Garlasco diventa una fiction da presentare in seconda serata a Matrix. L'omicidio Reggiani, invece, diventa la giustificazione di provvedimenti anti-rom che riportano la mente ai decreti mussoliniani "contro i cittadini di razza ebraica".

C'è una notizia di questi giorni che invece non sta facendo scalpore. E' apparsa sottotono su un quotidiano locale e poi è stata timidamente riportata da altri (Repubblica) in qualche trafiletto. Prato: una ragazza cinese di vent'anni viene ricoverata d'urgenza con diverse lacerazioni, intestino ed altri organi con lesioni importanti. Si è procurata queste ferite nel tentativo di abortire. Ancora più a margine della notizia si trova qualche dichiarazione dei medici dell' ospedale che ha ricoverato la giovane. Sono interviste di denuncia che parlano della percentuale di aborti clandestini che ancora oggi è altissima in Italia, soprattutto nelle comunità di immigrati. Ma perchè? Dati per scontati alcuni fattori che fanno riferimento alle strutture sociali e culturali di molte comunità, ho fatto una piccola ricerca ed ho trovato qualche dato interessante, significativo e per me, fino ad oggi, sconosciuto: il costo di un aborto in un ospedale pubblico del nostro paese se non si ha la cittadinanza.

Circa 810 euro è il prezzo per abortire. 2500 per il parto. E la cosa diventa ancora più curiosa quando salta fuori una circolare firmata dalla Ministra Turco nel 2007 che introduce lo stesso trattamento anche per "le cittadine neo-comunitarie (rumene e bulgare) senza contratto di lavoro". Quindi, addirittura nemmeno la cittadinanza europea è più una garanzia ma anzi si istituisce una sorta di principio sul reddito opposto a qualsiasi logica di stato sociale: se non hai reddito, paghi. C'è anche chi rischia una denuncia per danni all'erario, come dice a Repubblica Giovanna Scasellati, responsabile del day hospital del San Camillo di Roma, perchè, per aggirare una circolare incostituzionale "facciamo figurare l'urgenza per tutte".

In uno Stato in cui accedere alla pillola del giorno dopo è quasi impossibile, in cui ci si scontra regolarmente, davanti al bisogno, con medici obiettori, in cui i consultori sono presidiati da operatori per la vita cui sono stati dati praticamente gli stessi diritti degli psicologi. In un Italia in cui può capitare che a 39 anni, ti trovi costretta ad abortire e uscita dalla sala operatoria in stanza non trovi una psicologa o un' assistente sociale pronta a darti conforto, ma sette agenti di polizia che ti mettono sotto interrogatorio… c'è chi ancora non scende in piazza quando sente dire che c'è bisogno di tornare indietro di quarant'anni rispetto all'autodeterminazione, ai diritti civili, alle libertà sessuali. Questo mi fa paura.

Un commento su “194 motivi per non votare il ciccione”

  1. Vorrei farvi leggere qualche citazione di Benigni…

    “E il grosso è fatto”, disse la mamma di Ferrara quando partorì.

    Le persone grasse hanno un problema di metabolismo. Ferrara non è grasso perché mangia…è che ri-mangia!! (da L’Ultimo del Paradiso, Rai 1)

    «Tutto grasso che cola», come dice Ferrara quando suda.

    Durante la 52esima edizione del Festival di Sanremo, per la quale era previsto uno sketch comico di Roberto Benigni nella serata finale, Giuliano Ferrara polemizzò contro il comico, asserendo che nel caso in cui fosse salito sul palco, egli sarebbe stato in prima fila a “tirargli uova marce”. Quando Benigni vide che Ferrara non era presente, ironizzando ipotizzò che Ferrara fosse partito per Sanremo, ma che fosse tornato indietro dopo essersi mangiato le uova per strada.

    Vorrei anche sottolinearvi che Ferrara ha licenziato il vignettista del Foglio perchè fece un disegno in favore del comico!
    Resta il fatto che anche io dubito che Ferrara possa essere una minaccia…. a meno che non ti cada addosso!!!!! 😉

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